FARAWAY – Ritorno alle terre di Alula
È tempo di tornare ad Alula, un continente misterioso e mutevole dove il tempo sembra scorrere in modo diverso e ogni viaggio lascia tracce che acquistano significato soltanto alla fine del percorso…
Info tecniche
✎: Johannes Goupy, Corentin Lebrat
🎨: Maxime Morin
👌: Età: 10+
🐾: 2-6
⏳: ’15-’30
🔩: GateOnGames
È proprio da questa intuizione che nasce Faraway, piccolo gioiello pubblicato da Catch Up Games e distribuito in Italia da GateOnGames, un gioco di carte rapido e sorprendentemente originale capace di distinguersi nel panorama sempre più affollato di filler strategici.
Dietro un’estetica colorata e quasi onirica si nasconde infatti un puzzle estremamente raffinato, costruito attorno ad un paradigma: il punteggio si calcola al contrario.

Viaggio al centro di Alula
L’ambientazione ci porta nel continente di Alula, che esploreremo costruendo un percorso composto da 8 carte Regione.

Ciascun giocatore dispone di 3 carte in mano. In ciascun turno e in simultanea, ogni giocatore ne gioca una. In totale giocheremo 8 carte.
Chi gioca il numero più basso – il numero indica idealmente l’ammontare di ore necessarie a visitare quell’area… -, sceglie per primo una nuova carta nel mercato comune, per tornare ad averne 3; a partire dal secondo turno, solo chi gioca una carta con un numero-ore maggiore rispetto alla precedente, ottiene una carta santuario (o più di una se ha bonus mappe; ma potrà calarne una sola).

Fin qui sembrerebbe un classico tableau builder rapido e immediato. Il colpo di scena arriva però alla fine della partita: alla fine dell’ottavo e ultimo round, la carte si voltano e vengono risolte in ordine inverso, dall’ultima alla prima.
Questa semplice inversione cambia completamente il modo di pensare il gioco. In Faraway non basta pianificare ciò che vogliamo ottenere: bisogna prevedere ciò che ci servirà in futuro per soddisfare le carte già giocate.
Ogni decisione diventa quindi una sorta di scommessa mentale, un equilibrio continuo tra programmazione e adattamento. È un titolo sconvolgente che costringe il cervello a ragionare “in avanti e all’indietro” contemporaneamente: la sensazione iniziale è quasi straniante.
Dopo una partita, però, tutto comincia a funzionare in modo incredibilmente naturale. Un vecchio amico avrebbe detto: che cos’è il genio?
Corsa contro-tempo
Il grande merito di Faraway è riuscire a concentrare tanta profondità in regole estremamente snelle. La spiegazione richiede pochi minuti, si intavola in una manciata di secondi e i turni scorrono velocissimi grazie alla selezione simultanea delle carte: il downtime è praticamente inesistente. Nonostante questo, il gioco offre una densità decisionale sorprendente per una durata così contenuta.
Attenzione, però: non è un gioco “rilassante” come potrebbe sembrare dalla confezione! Spesso ci si ritrova a fissare le proprie carte cercando disperatamente di capire se stiamo costruendo una strategia brillante o un disastro annunciato!

Anche il sistema dei Santuari contribuisce a rendere l’esperienza di gioco entusiasmante. Strumenti preziosi per aggiungere punti in saccoccia o puntare ad ottenere risorse “fisse” e disponibili fin da subito, possono fare la differenza tra partite mediocri e viaggi… fortunati!
Visioni da un mondo irreale
Dal punto di vista estetico, Faraway colpisce immediatamente. Le illustrazioni di Maxime Morin regalano al gioco una forte identità visiva, con creature bizzarre, paesaggi surreali e colori vivissimi che contribuiscono a rendere Alula un luogo davvero affascinante (anche se l’ambientazione è ovviamente un mero pretesto). Peccato per la grammatura delle carte, un po’ debole.

Il comparto grafico riesce a essere evocativo senza appesantire la leggibilità delle carte, cosa tutt’altro che scontata in un gioco così basato sui simboli.
La componentistica è essenziale ma molto curata: scatola compatta, setup rapidissimo e una portabilità praticamente perfetta.
È uno di quei titoli che finiscono facilmente nello zaino e che riescono a funzionare sia come apertura di serata sia come “ultima partita prima di andare via”.

E spesso accade una cosa interessante: appena finita una partita, viene immediatamente voglia di rigiocarlo.
Non tanto per rivincita, quanto perché si ha la sensazione di aver finalmente capito come affrontarlo… salvo poi rendersi conto che Faraway continua comunque a sfuggire di mano.

La fortuna di Faraway ha già portato alla nascita di due espansioni. Con la prima, Popoli dal Sottosuolo, sono aggiunte nuove possibilità di punteggio, nuove carte Regione e Santuario e il bioma grigio dei “Santuari Mistici”: ora le carte grigie diventano finalmente parte integrante delle strategie di punteggio, offrendo nuove strade da percorrere e aumentando sensibilmente la rigiocabilità.
Inoltre, l’espansione consente di giocare fino a sette partecipanti, caratteristica che può fare molto comodo nei gruppi numerosi.

L’espansione Sotto Cieli Stellati, dal canto suo, introduce novità più sostanziali. Le carte “Meteora” rimangono visibili durante tutto il punteggio, esattamente come i Santuari. Ma soprattutto “illuminano” altre carte del nostro percorso: tutte le Regioni che condividono la stessa ultima cifra della Meteora restano anch’esse scoperte e continuano a essere considerate nel calcolo dei punti.
Introducono inoltre nuovi tipi di obiettivi e condizioni, alcuni decisamente più audaci rispetto al gioco base: serie di quattro carte dello stesso bioma, requisiti più specifici sui simboli oppure effetti che chiedono addirittura di sacrificare un Santuario per ottenere punteggi elevati.
Le carte Meteora introducono anche nuovi requisiti di punteggio, come creare serie di quattro carte dello stesso bioma o persino scartare uno dei tuoi Santuari. Una piccola espansione che cambia radicalmente la profondità tattica del viaggio su Alula.
Un viaggio dopo l’altro
Faraway è un gioco diventato in questi mesi un vero e proprio classico. Seppur non esente da difetti (la componente fortuna nella disponibilità delle carte esiste, e a volte può incidere più del previsto, soprattutto quando si inseguono simboli specifici), sa regalare mezz’ora di pura libidine ludica a chi saprà lasicarsi abbandonare dalla sua meccanica “al contrario”.

La sua forza è un’altra: offrire un’esperienza fresca, brillante e diversa dal solito all’interno di una scatola compatta.
E in un mercato pieno di giochi che cercano continuamente di aggiungere meccaniche e complessità, vedere un titolo distinguersi grazie a un’unica travolgente idea è qualcosa di davvero… memorabile!
Pro:
☝ Meccanica di conteggio punti geniale
☝ Affascinante e adatto a tutti
☝ Disegni ispirati
Contro:
👇 Carte leggere, da imbustare
👇 Tema del tutto trascurabile





