Intent to kill, finalmente un investigativo!
“In piena guerra fredda, l’opinione pubblica è pervasa da cinismo e sfiducia. La gente vive all’insegna di una crescente paranoia. Mentre la polizia fa del suo meglio per combattere la criminalità in aumento, uno dopo l’altro vengono ritrovati cadaveri in varie parti della città. L’assassino ha un chiaro modus operandi e il detective della città è sulle sue tracce. I civili sono semplici pedine di un grande e pericoloso gioco psicologico che è solo l’inizio…a meno che il detective non riesca a fermare l’assassino.”
Con una introduzione del genere l’aspettativa non poteva che essere altissima!

✎: Arthur Hodzhikov
🔩: Ghenos Games
🎨: Owl Agency
👌: 16+
⏳: 60’
🐾: 2-4
💬: Dipendente dalla lingua
👁️: Ok per daltonici
Come si presenta
In una scatola super bella e resistente, troviamo molto materiale, tutto caratterizzato da una grafica anni 60 veramente eccellente. Troveremo: 1 tabellone molto ampio e resistente che rappresenta una porzione della città e contiene uno spazio riepilogativo delle fasi di gioco ed uno tracker per tener conto degli omicidi avvenuti. 24 carte movente in doppia copia (una per l’assassino ed una per l’investigatore); perciò avremo 12 moventi diversi e, calcolando che ne pescheremo a caso sempre e solo 6, otteniamo una notevole varietà di casi possibili. 54 carte-civile rettangolari double face: un lato a colori ed uno in bianco e nero per il civile intimidito. 4 carte riassuntive delle principali regole e dei vari edifici, 5 carte scena del crimine, della stessa forma dei civili. 1 segnalino detective ed 8 edifici tutti da montare su basette di plastica. 24 gettoni prova ed un segnalino sorveglianza, 14 carte assassino e 14 detective, 9 tessere Gruppo sociale in cartoncino robusto. Infine abbiamo un taccuino, 2 matite ed il regolamento: non fatevi ingannare dalla “cicciosità” del regolamento, non è assolutamente lungo come sembra. Lo spessore è dovuto al fatto che contiene due sezioni distinte: una per giocare la versione logica, l’altra per giocare quella intuitiva, che potremo consultare anche distintamente.
Il gioco nel dettaglio
Una delle cose che ho trovato più intriganti in questo gioco è appunto il fatto che potremo sempre scegliere tra queste due modalità. Le differenze tra la modalità logica e quella intuitiva dipendono dai materiali e dagli strumenti che useremo, mentre il fine del gioco resterà sempre lo stesso: per il detective, scovare l’assassino e indovinare il movente entro il quinto omicidio; per l’assassino, terminare il turno del suo quinto omicidio senza farsi scoprire.

Set up e regole in modalità logica:
Il killer dovrà pescare 20 personaggi casuali e tra questi estrarne 2: il primo definirà la sua l’identità; il secondo l’identità della persona segnalata. Si rimescolano i 20 personaggi e si posizionano sulla mappa seguendo le regole del setup.
Ogni giocatore prende un taccuino e una matita. Poi si pescano 6 moventi (sono carte doppie, una copia per giocatore) e si posizionano davanti a sé. Prima di far ciò il giocatore che interpreta il Killer ne estrarrà un a caso, e poi la rimescolerà fra le altre. La carta pescata definirà il movent che lo guiderà nelle uccisioni. Si posizionano le 5 scene del crimine negli appositi slot e si dispongono i segnalini edificio sulla mappa.
Il killer prende le tessere gruppo sociale e ne pesca 3, tra queste ne sceglie una e la tiene a faccia in giù davanti a sé: tutti i civili che fanno parte di quel gruppo sociale saranno suoi alleati. Posiziona le altre due tessere rimaste nella scatola senza farle vedere al detective: le restanti tessere vengono messe coperte sull’apposito slot della mappa. Il detective prende il segnalino sorveglianza e colloca il segnalino detective sulla mappa dove vuole.

Ogni partita si conclude dopo 5 o 6 round ed ogni round segue 3 distinte fasi di gioco:
Fase dell’assassino
Per prima cosa l’assassino sceglie 2 civili e li gira sul lato in bianco e nero: in questo modo li avrà intimiditi e non potranno essere interrogati.
Poi, uccide un civile rispettando alcuni vincoli:
- deve corrispondere al suo movente,
- non deve trovarsi stesso quartiere del detective
- non può uccidere se stesso
Quindi prende la prima scena del crimine utile e la posiziona nel quartiere dove è avvenuto l’omicidio, spostando la carta della vittima sullo slot corrispondente della scena del crimine.
Solo una volta nel corso del gioco, l’assassino può decidere di saltare la fase dell’omicidio
Fase del detective
Dopo aver spostato il proprio segnalino nel quartiere dell’omicidio e aver allontanato i civili eventualmente presenti, inizia l’indagine. Spostandosi fino ad un massimo di due quartieri, svolgerà due azioni tra:
- Interrogare tutti i civili non intimiditi presenti in un quartiere formulando una domanda tra le 11 disponibili. In tal modo acquisirà informazioni sulle caratteristiche dell’assassino: genere, età, corporatura etc etc. A queste domande il giocatore che interpreta il killer dovrà rispondere con un sì o un no, e non potrà mentire, a meno che la domanda non sia stata posta all’assassino stesso, alla persona segnalata oppure ad un civile alleato dell’assassino.
- Azioni legate agli edifici, queste azioni sono varie e permettono di interrogare civili in quartieri adiacenti, piazzare il segnalino sorveglianza, rassicurare un civile intimidito riportandolo al lato colorato etc etc
Fase della città
Se ci sono civili intimiditi nel quartiere del detective, vengono rassicurati e rigirati sul lato colorato. Poi l’assassino e successivamente il detective pescano una tessera gruppo sociale a testa e possono scegliere di spostare tutti i civili che ne fanno parte sulla mappa. In questa maniera, con l’avanzare del gioco, e procedendo per esclusione, il detective riuscirà pian piano a farsi una idea di quale possa essere il gruppo sociale alleato dell’assassino.
Fine del round se alla fine del round in corso è stato ucciso il 5°civile, finisce il gioco; altrimenti inizia un nuovo round. L’assassino può decidere di non commettere l’omicidio una sola volta per partita. Se dovesse rinunciare due volte, perde immediatamente.

Set up e modifiche in modalità intuitiva:
Si utilizza ulteriore materiale:
- carte assassino: si mescola il mazzo e si mettono 2 carte sotto ogni tessera scena del crimine
- carte detective: si mescola il mazzo e si pescano 3 carte che saranno le carte disponibili
- gettoni prova
- si utilizzano 8 carte movente invece di 6
Ogni volta che l’assassino compie un omicidio deve seguire le solite regole ed inoltre assicurarsi che la vittima non abbia effetti di protezione attivi su di essa. Poi prenderà le due carte che aveva posizionato sotto la tessera scena del crimine e potrà scegliere di tenerne una. Ogni carta gli offrirà varie opportunità di azione, che dovranno essere applicate come indicato. Inoltre il detective ottiene un gettone prova pescato a caso che potrà esser scambiato con una carta detective durante la partita. Anche in questo caso la carta attiva particolari azioni di protezione o indagine.
Nella fase detective si aggiunge inoltre un’azione di ispezione della scena del crimine: il detective prenderà cioè due gettoni prova e ne terrà uno. Questi gli permetteranno di ottenere nuove carte o attivare alcune di quelle in suo possesso.
Nella fase città si aggiunge l’azione di sostituzione di una delle carte detective attive.
Ulteriori varianti di gioco sono pensate per arricchire ulteriormente la partita, soprattutto man mano che si consolida l’esperienza di gioco. Si potrà così variare la difficoltà di gioco, e inserire fino a 8 nuovi scenari di gioco!

Considerazioni
Intent to kill potrebbe apparire molto regolistico, e in un certo senso lo è, perché i giocatori devono attenersi ad alcuni paletti determinati. D’altra parte sono proprio questi paletti a garantire il successo del gioco. Non rispettare le regole potrebbe compromettere l’esperienza: è capitato, giocando con avversari più piccoli, ma anche con qualche adulto, che a metà patita l’assassino si accorgesse di aver ucciso le vittime senza tener conto dei paletti imposti dal gioco, e questo ha compromesso la partita. D’altra parte, conoscere bene le regole, significherà anche poter tenere presenti tutte le opzioni a disposizione del nostro personaggio, e questo ci permetterà di godere appieno del gioco.
Si può giocare in due o quattro giocatori. Ma a mio avviso dà il meglio di sé in 2 la modalità in quattro gira bene solo con coppie ben affiatate. Altrimenti ci si perderà in discussioni lunghissime e tempi allungati.
L’età indicata è 16+, ma questo secondo me non dipende tanto dalla complessità delle regole, che, anche mio figlio undicenne, con un po’ di attenzione, riesce a seguire e gestire, quanto dalla tematica e dal genere deduttivo che effettivamente potrebbe non adattarsi a tutti, soprattutto ai più piccoli. Il tema, d’altra parte, è l’elemento decisivo per il successo del gioco: l’ambientazione si sente, anche se l’azione investigativa acquista oggettivamente un carattere astratto.

Tutta la grafica, dalla mappa alle carte, restituisce l’ambientazione dell’ufficio di un detective americano intento a riposizionare indizi, foto segnaletiche sulle famose lavagne (fichissime) che fanno vedere in tv! Controlli e ricontrolli le carte movente, guardi e riguardi le caratteristiche e la posizione delle vittime, confronti i dati e cerchi di combinare le risposte ottenute durante gli interrogatori, cercando di eliminare sospetti, confermare idee e verificare falsi indizi. Cercheremo inoltre di sfruttare al massimo gli spostamenti per interrogare il maggior numero di testimoni e possibilmente terminare il turno in quartiere con civili intimiditi per sfruttare l’effetto rassicurazione della fase città.
Mano a mano che procederemo col gioco ad ogni round verranno rivelate categorie di civili che sicuramente non sono alleate dell’assassino, e che quindi restituiranno testimonianze veritiere. Con un pò di fortuna potremmo anche avere le imbeccate giuste. Ma c’è da dire che 5 round sono veramente pochi e il tempo potrebbe giocare contro di noi.
Se invece interpretiamo il killer, cercheremo di sviare i sospetti seguendo schemi di azione difficili da interpretare e così tenere aperti diversi moventi possibili, e utilizzeremo l’intimidazione in modo confondere le acque e rendere gli alleati più difficili da individuare. In ogni caso dovremo tener conto dei possibili momenti del detective cercando, se possibile di colpire in quartieri con pochi testimoni, o comunque avvalendoci della presenza di testimoni nostri alleati

Comunque sia, in qualunque ruolo si giochi, la bravura del giocatore starà nell’individuare una strategia efficace rispetto al setting di partenza della partita: partita che sarà sempre diversa, proprio per la grande quantità di elementi casuali che compongono lo scenario iniziale. Senza parlare poi dell’ulteriore casualità e variabilità introdotta dalla modalità intuitiva. Il gioco insomma è stra-rigiocabile!
Giocando più partite con la stessa persona, potremmo trovarci a comprendere il suo modo di ragionare, e questo potrebbe rendere il gioco meno appassionante. Ma c’è da dire che cambiare la modalità di gioco per avventurarsi nella versione intuitiva: potremo così uscire dall’empasse, e sfruttare una ricca varietà di nuove casistiche e scenari
I miei figli di 11 e 13 anni ne sono stati affascinati da subito: in primis per la grafica, poi per la meccanica. Devo però dire che loro hanno provato solo la modalità logica, che sono riusciti a gestire bene, e senza grossi problemi.
Pro:
☝Grafica e materiali buoni
☝Molto stretto
☝Rigiocabilità elevata
Contro:
👇Particolarmente regolistico
👇Esige buona conoscenza del regolamento




