ESDRA E NEEMIA – Rialzati Gerusalemme!

La storia della restaurazione di Gerusalemme dopo l’esilio babilonese al tempo del regno di Artaserse (458 a.C), prende forma in Esdra e Neemia; il primo era un sacerdote e scriba, maestro della legge, mentre il secondo era un funzionario ebreo alla corte persiana: i due collaborarono per guidare la comunità ebraica nel recupero della propria identità spirituale e nella ricostruzione e ripopolazione della Città Santa.

Info tecniche
✎: S J Macdonald, Shem Phillips
🎨: Sam Phillips
👌: Età: 13+
🐾: 1-4
⏳: 90-120
🔩: Tesla Games, Chur Games

E così, nel gioco, saremo chiamati a ricostruire le mura, erigere il Tempio sacro e insegnare la Torah agli esuli di ritorno alle loro case. Un tema sicuramente originale e coraggioso, con risvolti politico-sociali-religiosi notevoli che hanno mosso qualche critica all’intera produzione.

Colpo d’occhio notevolissimo: il tabellone del gioco è splendido e meno confuso di quanto possa sembrare ad un primo sguardo!

Stendardi e azioni per la Città Santa

Nel corso di tre settimane di lavoro, i giocatori si alternano gestendo carte, risorse e lavoratori. Ognuno segue il proprio percorso e, piano piano, Gerusalemme rinasce sul tavolo, costruita pezzo dopo pezzo.

La struttura del gioco è quella di un eurogame solido, in cui le azioni si compiono giocando una carta-personaggio del proprio mazzo (uguale per tutti e non migliorabile) nella nostra plancia di gioco. Se ne giocheranno sei in ciascun round, prima della pausa del sabato. In totale ci saranno 3 round.

La plancia del giocatore: in basso gli spazi per le carte da giocare, in alto i vari blocchi che possono essere migliorati nel corso del gioco, permettendo azioni più potenti e costi meno esosi.

Ciascuna carta mostra un personaggio/lavoratore dell’epoca, come il soldato, lo studioso, il costruttore o l’insegnante. Dopo aver giocato una carta, si contano gli stendardi disponibili, visibili nella propria plancia. La forza dell’azione è data dal numero degli stendardi visibili del colore dell’azione che abbiamo deciso di intraprendere.

Si dispone poi di 6 lavoratori iniziali, pronti per andare a svolgere le nostre azioni!

Il giocatore attivo punta sull’azione blu e conta gli stendardi visibili nella sua plancia: ben 7!

Con il personaggio piazzato, potremo anche svolgere le azioni di scambio merci indicate nella parte inferiore della carta.

Ma torniamo ai colori dei drappi: sono tre diversi e ciascuno di essi riguarda una o due azioni da poter intraprendere all’interno del gioco. I drappi funzionano un po’ come “moneta d’azione”: si sceglie un colore (rosso, blu o grigio), si sommano tutti i vessilli di quel colore visibili in plancia e si procede nel compiere l’azione principale corrispondente. Vediamole nel dettaglio.

Le azioni rosse sono legate alla parte religiosa del gioco: Tempio, Altare, Leviti. Recandoci al Tempio si potranno collocare risorse (legno, pietra, oro – non cenere) usando un certo numero di drappi rossi a seconda del livello. Ci sono bonus immediati relativi al tipo di risorsa e al settore del Tempio in cui la risorsa è piazzata. Completare gli spazi indicati, fa ottenere bonus o malus ai giocatori che hanno o meno partecipato alla ricostruzione di tal settore!

Per ricostruire il tempio, si “sacrificano” risorse nell’apposito spazio e si ottengono i bonus indicati. Bonus e malus di completamento sono indicati in basso.

Oppure potremo fare offerte sull’Altare usando cenere o legno, andando quindi a progredire sul tracciato dell’Altare, che permette di ottenere piccoli bonus immediati e di non sfigurare nel confronto con i profeti (una delle verifiche da effettuare il fine settimana / Shabbat).

L’altare deve bruciare! Poniamovi cenere o legna e avanziamo nel tracciato dei profeti, per ottenerne il favore quando giungerà il sabato.

Infine, prima di intraprendere azioni “rosse”, potremo convertire uno o più lavoratori in Leviti. Essi hanno una doppia funzione: in base al loro numero sarà possibile, nello stesso turno, svolgere più azioni rosse (Tempio / Altare); inoltre quelli non sfruttati per svolgere azioni forniranno drappi aggiuntivi per le azioni rosse. Nutrendosi di preghiere e amore per il Tempio, i Leviti al sabato non avranno bisogno di pane per essere sfamati.

Il primo Levita è “gratuito”. Dal secondo in poi, il costo è in pane. Il rosso ha piazzato il suo terzo Levita, ha pagato 3 pani e ha ottenuto una pietra.

Con gli stendardi grigi intraprendiamo la ricostruzione delle mura di Gerusalemme. L’azione si divide in due fasi: nella prima è possibile rimuovere i detriti dai singoli settori di muri. Il costo di tale fatica è indicato al centro del tabellone: rimuovere un blocco d’oro richiede 3 stendardi; rimuovere un blocco di legno o granito richiede 2 stendardi; rimuovere un blocco di cenere, richiede 1 stendardo. Le risorse “pulite” finiscono nel nostro magazzino.

Rimuovere macerie dalle singole porzioni di muro ha un costo: 1 stendardo per rimuovere cenere; 2 stendardi per pietre o legna; 3 stendardi per rimuovere l’oro!

Nello stesso turno, se ci avanzano drappi, è possibile usarle subito per costruire la sezione di muro nello spazio appena ripulito. Le mura / porte danno vittoria punti e bonus, soprattutto se collegate l’una con l’altra. Il costo in drappi e risorse per costruire un muro o una porta è indicato nello spazio corrispondente.

Con la ricostruzione della Porta del Letame”, il giocatore viola si è assicurato 4 punti vittoria.
I simboli riportati nelle singole pergamene non sono così immediati da comprendere, ma nel manuale sono tutti esplicati.

Con gli stendardi blu studiamo e insegniamo la Sacra scrittura.

Con l’azione “Insegnare la Torah” si piazza uno scriba nella sezione del tabellone con le varie pergamene. Ciascun piazzamento, che andrà pagato in stendardi, monete e pedaggi ad avversari sottostanti, permette inizialmente di ottenere una delle tre carte Eroe e poi guadagnare poteri permanenti o bonus di fine partita. Le pergamene totali sono 30 e se ne usano in gioco solo 15, garantendo una notevole varietà.

Con i drappi blu è possibile anche spostare il segnalino della tenda lungo un percorso circolare sulla mappa della città/accampamenti esterni. Ogni passo lungo il percorso tenda dà bonus immediati.

Se vi avanzano stendardi blu, potete compiere uno o più movimenti negli accampamenti attorno alla città, raccogliendo i bonus presenti lungo il percorso.

Dopo aver giocato 6 carte, dicevamo, si giunge al settimo giorno, ossia quello del riposo: il sabato! Si risolve il giudizio dei profeti, si piazzano eventuali lavoratori avanzati a produrre pane o risorse, e, soprattutto, si nutrono i nostri lavoratori a giro per Gerusalemme: scribi, custodi, mercanti e anziani necessitano di 1 pane ciascuno, pena la perdita di due punti vittoria per ogni lavoratore “non sfamato”.

Si sceglie poi una delle 6 carte giocate e la si “installa” sotto il cartoncino “aiuto al giocatore”. Se ne ottiene il bonus e da quel momento avremo quello stendardo aggiuntivo a disposizione.

Il cartoncino da piazzare accanto alla propria plancia, esplica i passaggi da effettuare con l’arrivo dello Shabbat.

Tre drappi per tre strategie?

Dopo aver giocato diverse volte Esdra e Neemia, vi renderete conto che il gioco non consiglia specializzazioni assolute. Puntare tutto su un solo colore rischia di lasciarci scoperti, mentre saper equilibrare le strade diventa il segreto per la vittoria. Le partite più soddisfacenti sono quelle in cui si riesce a costruire una sinergia personale: un motore blu che sostiene le azioni rosse, o un lavoro sulle mura che apre nuove opportunità per i sacrifici all’Altare.

Le bellissime Carte personaggio. In alto il bonus “installazione” e il drappo che vi verrà fornito per il resto della partita.

Chi investe sui drappi rossi punta al cuore spirituale della città. Lavorare sul Tempio e sull’Altare porta punti consistenti e bonus diretti, ma richiede risorse pregiate e una pianificazione attenta dei Leviti. È una strategia potente ma lenta, che premia chi sa costruire una base solida sin dai primi turni.

I drappi grigi offrono l’approccio più concreto e tutto sommato diretto: liberare i detriti e innalzare le mura significa conquistare punti tangibili e un impatto visivo immediato sulla mappa. È una strategia più tattica, che si adatta bene a chi preferisce “fare” piuttosto che accumulare, ma soffre se gli altri giocatori corrono sulle sezioni migliori.

Il colore blu è la via della conoscenza: gli Scribi e le Pergamene forniscono poteri permanenti, bonus di lungo periodo e un motore che cresce col tempo. È forse l’approccio più sottile: meno appariscente, ma capace di garantire un vantaggio stabile e di far girare al meglio le altre azioni.

Gestire, costruire, riposare!

Esdra e Neemia non è un titolo semplice, né collaborativo: richiede tempo, concentrazione e una accurata pianificazione con la gestione delle risorse e del pane, che serve al sabato per sfamare i lavoratori.

Le Carte Personaggio, alcune risorse del gioco come le monete e il pane.

Il gioco è sorretto da un impatto visivo notevole, con il color sabbia a dominare la grafica. Dalla copertina della scatola compatta e come sempre ultra-riempita, alle plance doppio strato, passando per le carte, l’iconografia è sempre chiara a sostegno della complessità del gioco.

Il bellissimo comparto grafico firmato da Sam Phillips rende leggibile ogni dettaglio senza mai sacrificare l’atmosfera, coerente ma sempre spettacolare.

I personaggi espressivi e l’armonia complessiva danno al gioco un’identità visiva fortissima, immediatamente riconoscibile sul tavolo. È raro trovare un titolo così denso che riesca a essere, allo stesso tempo, così bello da guardare.

Dal punto di vista delle sensazioni di gioco, dopo i primi turni svolti senza troppe pianificazioni, il gioco ingrana e regala grandissime soddisfazioni. Si comprende l’importanza delle singole risorse, la necessità di ottimizzare uso dei lavoratori e raccolta del pane, gli avanzamenti nei tracciati, la necessità di migliorare le nostre plance, con i relativi bonus.

Per chi cerca un puzzle strategico che non perdona leggerezze, nemmeno nella splendida modalità in solitario, Esdra e Neemia è una perla di indiscutibile bellezza e rappresenta – come detto da molti – una sorta di compendio di tanti capolavori della Garphill Games.

Ricco, elegante, originale nella tematica, il gioco è capace di regalare la soddisfazione unica di vedere una città rinascere attraverso le proprie scelte.

Pro:
☝ Ricco e complesso, vario e appagante
☝ Materiali e regolamento
☝ Graficamente spettacolare

Contro:
👇 Necessita di più partite per padroneggiarlo


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