Silver Dagger: tornano i lupi al tavolo…e gli zombie!

Amanti dei filler venite a me!
Eccoci tornati con la recensione di un titolo che personalmente adoro e che è arrivato al suo quarto episodio.
Siamo parlando infatti di Silver, card game di Ted Alspach da 2 a 4 giocatori edito dalla Bèzier Games di cui, io personalmente, vi ho parlato qui a proposito delle mie impressioni riguardanti i primi 3 capitoli.
Si tratta di giochi stand alone che però (figata) possono essere uniti per creare mazzi pieni di combo, bastardate e chi più ne ha più ne metta.

Attenti al lupo!

Originale vero? Pensate che è così che avevo chiamato la mia precedente recensione! G-E-N-I-O!
Sì, perché i giocatori saranno i sindaci di villaggi, dentro i quali, abiteranno personaggi incredibili, fantasiosi e a tratti esilaranti. Ognuno di loro porterà con sé in dote un numero (da 0 a 13) e un’abilità speciale. Il numero indica i lupi mannari che entrano nel nostro villaggio. Compito del giocatore sarà quello di cacciare più lupi mannari possibili ed essere, al tavolo, colui che a fine partita ne ha di meno.
Le abilità speciali sono di 3 tipi:

  • Attivabile con lo scarto della stessa
  • Attivabile con carta faceup e presente nel proprio villaggio.
  • Attivabile a fine partita

Il gioco è semplice nella sua meccanica. Sviluppato su 4 round, ad ogni turno il giocatore dovrà scegliere una delle seguenti 3 azioni:

  • Pescare una carta dal mazzo centrale e decidere se scartarla (applicandone l’effetto laddove presente) o scambiarla con una o più del proprio villaggio.
  • Scartare una carta del proprio villaggio e scambiarla con la prima faceup in cima alla pila degli scarti
  • Chiamare la fine del round. (call)

Faceup & facedown

La vera chicca del gioco è il twist di informazioni parziali, memory e un pizzico di azzardo che si porta in dote.
I giocatori infatti all’inizio del gioco avranno a disposizione davanti a loro cinque carte coperte e potranno conoscere il contenuto di solo due di loro. Conoscere la carta è fondamentale, soprattutto perché non sarà semplice girarle senza l’apposita abilità di uno dei personaggi. Sfoltire il mazzo e cercare di creare combo in grado di farci sia conoscere gli abitati nel nostro villaggio ma anche appesantire il numero di villagers nei nostri avversari è l’obiettivo principale.
Da cosa è dato il pizzico d’azzardo? Se il giocatore sceglie di chiamare la fine del round deciderà di non effettuare l’azione ma di lasciarne un’ultima a tutti quelli prima di lui. Sapete contare le carte? È il gioco che fa per voi.
La situazione al tavolo è in perenne divenire e il gioco stesso consiglia il silenzio, proprio perché dimenticarsi le proprie carte a faccia in giù può portare conseguenze negative laddove si provi a scambiarle con una nel mazzo di pesca (o degli scarti). Se per esempio voglio scambiare un 2 appena pescato con 2 carte dal valore 5 nel mio villaggio beh, se le ho a faccia in giù e magari nei precedenti turni sono riuscito a sbirciarle non devo confonderle con altre nel momento dello scambio.

Avrò fatto bene a chiamare la fine?

Dopo la chiamata del fine gioco ogni giocatore somma i punti delle carte a tavola e applica eventuali bonus/malus dati dalle stesse. Se il giocatore che ha chiamato la fine ha la somma minore effettua zero punti altrimenti deve sommare un +10 al valore delle carte a tavola. Ecco l’azzardo.
Ogni episodi si Silver è caratterizzato da un oggetto che possiamo definire un bonus per il giocatore che avrà vinto il round, facendo zero punti, grazie alla call.
Il gioco scorre veloce. Pur avendo una dipendenza dalla lingua il testo sulle carte è poco. Se si riesce a capire il funzionamento di ogni azione diventa tutto molto automatico anche perché, in ogni episodio, l’autore è stato bravo a ricreare meccaniche simili associate alla stessa scala di numeri. (Quasi sempre i valori 0 e 13 si attivano alla fine del round)

Silver Dagger: particolarità

In questo episodio ci sono delle piccole novità interessanti introdotte dall’autore. Un Private Deck in cui ogni giocatore potrà inserire una carta da utilizzare al posto di quelle pescate dai mazzi centrali, e diverse meccaniche che lavorano sul punteggio finale dei giocatori su un piano “matematico”.
Infatti alla fine dei round, se presenti nei villaggi, le carte 0 (Debt collector) e 2 (Halfling) agiscono sul punteggio andando a togliere importanti valori numerici. Nel dettaglio: per ogni zero presente faceup nel proprio villaggio andremo a toglierci 1 punti per ogni carta rimasta nei villaggi dei nostri antagonisti. Se invece è il due ad essere visibile nel nostro villaggio andremo a dimezzare il nostro punteggio finale (escludendo il 2 da questo calcolo). Andando invece a vedere l’orpello in dote al gioco (questa volta una spada) capiamo che è probabilmente il titolo più adatto per una partita da 3 o 4 giocatori. La spada permette infatti di far cambiare il turno di gioco. Stessa cosa la carta valore 11 (Reverser). A dimostrazione di come ogni episodio abbia un core più o meno marcato su cui l’autore punta. Ovviamente integrando i vari mazzi un pochino viene a perdersi il concetto singolo di ogni episodio ma è possibile comunque ricreare notevoli combinazioni.
La carta valore 13 (Furry) invece è la prima nel suo genere. L’ho definita la carta disperazione. Per la prima volta infatti l’autore sembra aver voluto lasciare uno spiraglio a chi, se messo male, voglia provare a cambiare le sorti della sua partita magari in durante il terzo o quarto round. Questa carta infatti permette, se presente nel proprio villaggio a fine round, di presentare un conto di 50 punti a tutti gli avversari…a patto che la somma delle carte al nostro tavolo sia esattamentissimamente pari a 50!
In un mazzo di carte in cui molti valori fanno sottrarre, dimezzare, cambiare turno capite che è veramente rischioso e difficile arrivare ad un punteggio così alto.

Vogliamo parlare poi della carta valore 4 (Zombie)? Se in ogni episodio ha un’abilità particolare, in Dagger l’autore si è superato: qualora fosse presente faceup nel villaggio di un giocatore sarà possibile girarla facedown e “donarla” al giocatore di turno che ha giocato precedentemente. (ovviamente al posto dell’azione “pesca una carta”). Non sarà invece così facile scartarla dal proprio villaggio. Lo zombie infatti non potrà mai essere la carta in cima al mazzo degli scarti. Dovrà necessariamente essere scartato con una carta specifica…The approximator. Di valore 5, questa carta permette di scartare due carte del proprio villaggio. Le carte vanno poste sempre nel mazzo degli scarti, ponendo il valore minore a coprire quello minore (ecco dunque che il 4 può essere scartato con un 3… un 2… ecc.)

Perché adoro questo gioco?

Rapido, divertente, sempre vario e combattuto. Non riesco a trovare dei difetti in Silver. Il prezzo, che si aggira attorno ai 25/27 euro, è giustissimo per ciò che offre. Non è di facile reperibilità nel nostro paese ma ci sono rivenditori europei autorizzati dall’editore che applicano delle spese di spedizione più che oneste pur non arrivando dai nostri confini. Le illustrazioni sono fantastiche. Ad ogni episodio viene data un’impronta sia nella meccanica che nel tema e l’aspetto grafico è davvero molto curato.
Dovrete imbustare come se non ci fosse un domani. Anche se non amate farlo perché se il retro di una carta diventa riconoscibile il gioco ne risente. Ricordate che l’aspetto memory è centrale!

Consiglio questo gioco a tutti coloro che amano i card game e non disdegnano il fattore fortuna. È chiaro che è un gioco di “pesca la carta” ma l’attenzione, la concentrazione  e la conoscenza delle carte al fine di scatenare combo vi terranno incollati al tavolo. Poi come diceva Lucio Dalla…ATTENTI AL LUPO!

Le bellissime foto presenti in questa recensione sono state gentilmente concesse da Lindsay Schlesser (BGG)


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