Draftosaurus – Popoliamo il parco giurassico

Sono certo che chiunque, e sottolineo chiunque, almeno una volta nella sua vita di board gamer ( e non solo) abbia draftato qualcosa.
Carte, meeple, pezzi di sushi, dadi, fidanzati/e/*, merendine, figurine, santi post mignolo vs spigolo ecc.
Tutto. Praticamente il draft è diventato il mezzo principale per poter dire “Ah! se solo l’avessi scelta prima e invece no!”.

Che cos’è il draft?

Dalla Goblinpedia: ” Si tratta di giochi in cui i giocatori scelgono elementi (di solito carte) da una riserva limitata per guadagnarne un immediato vantaggio o migliorare il proprio gioco con lo scopo di ottenere benefici e punti vittoria per la partita”

Ebbene in Draftosaurus, nemmeno a dirlo, ci passeremo dei piccoli dinosauri con l’obiettivo di popolare il nostro personale parco a tema giurassico.
Il gioco nasce dalla mente sempre fervida di Bauza assieme a Corentin Lebrat, Ludovic Maublanco e Théo Rivière.

Panoramica

Draftosaurus è un titolo da 2 a 5 giocatori e lo si può proporre anche a ai più giovani. Infatti il gioco si presta a tutti i palati, specialmente a famiglie con bambini o persone che per la prima volta si avvicinano a questo mondo. Un filler vero e proprio insomma. 
Un set up velocissimo e poche regole da applicare fanno sì che il flusso di gioco sia rapido e piacevole.
Davanti a loro i giocatori avranno delle plance che rappresentano lo zoo e i differenti recinti dove andranno poi a collocare i loro dinosauri. Immaginateli divisi diagonalmente, con 3 recinti in zona boschiva e altri 3 in una zona prateria. Allo stesso modo poi immaginatelo diviso a metà verticalmente con 3 recinti collocati vicino la zona toilette e altri 3 in zona bar (dx e sx) 
I dinosauri invece saranno differenti per tipo e per colore e saranno mescolati ad inizio gioco all’interno di un sacchetto di stoffa pronti per essere pescati.
N.B. Per il numero di dinosauri da pescare in meno di 5 al tavolo e soprattutto nelle partite a 2 giocatori fate riferimento al piccolo libretto d’istruzioni. In quest’ultima variante specialmente ci saranno inoltre delle piccole varianti al game play ma tranquilli, nulla di eclatante. Molto onestamente il gioco in 2 non rende come dovrebbe quindi mi sento di consigliarlo ad un numero di minimo di 3 giocatori. 

Dadosaurus!

Poteva mancare il “mostro” a sei facce? Ovviamente no. Ma in questo caso l’alea, già piuttosto presente con la pesca alla “cieca” dei nostri dinosauri, viene aumentata con la simpatica meccanica di piazzamento degli stessi.
Infatti il giocatore di turno dovrà lanciare il dado che avrà raffigurate su di sé le indicazioni per individuare il recinto in cui piazzeremo il nostro “lavoratore”. Vicino la toilette, al bar, in recinti costruiti su terreni prateria, boschivi, privi di altri dinosauri o dove non sia presente sua maestà il T- Rex. Esattamente rispettando la struttura della plancia vista in precedenza. 
Tutti vittima del dado tranne colui che lo lancerà il quale potrà piazzare il dinosauro dove meglio crede, privo delle restrizioni. Un simpatico escamotage che rende il gioco un minimo tattico oltre che tattile. Già, perché quando ad inizio turno pescheremo dal sacchetto i nostri 6 animaletti potremo fare affidamento sul nostro senso.

Sua maestà il T-Rex

Una volta che tutti hanno piazzato il dinosauro nel recinto, seguendo le richieste del dado, ognuno passerà i restanti dinosauri al giocatore alla propria sinistra. Stessa sorte per il dado che passerà di mano in mano ad ogni turno. C’è da notare come i dinosauri vengono piazzati sempre e comunque.
Infatti, anche laddove non si possa piazzare nel recinto richiesto, si potrà posizionare la pedina sul fiume. Questo ci farà guadagnare un punto secco.
Al contrario ogni recinto avrà degli slot numerati e delle regole precise di piazzamento su cui potremo o non potremo porre i dinosauri che piano piano andranno a diminuire. In alcuni bisognerà piazzare dinosauri della stessa tipologia, in altri dinosauri sempre differenti mentre in altri ancora, per esempio, un unico specie che non sia presente in altri recinti.
L’interazione è presente ovviamente nella scelta dei dinosauri che passeremo oppure no, potendo sempre lanciare un occhio alle plance avversarie (difficile onestamente ragionare in questo modo…troppe variabili) ma soprattutto in alcuni recinti che ci daranno punti in base a cosa fanno i nostri avversari. Il T-Rex è ovviamente l’attrazione principale e ognuno di loro, quando posizionato, porta un punto al giocatore. 

Match, set, partita.

Dopo aver piazzato i primi 6 dinosauri si svolgerà un secondo giro di pesca degli stessi e la partita seguirà nuovamente il suo corso.
Dopo due soli round il gioco finisce e si passa alla conta dei punti in base a quanti dinosauri abbiamo piazzato. Chi avrà collezionato più punti sarà il vincitore. I modi per accumularne sono tanti e ogni volta è necessario modellare le propri scelte su la pesca iniziale, il dado lanciato e le scelte di piazzamento. Il gioco è semplice ma nascondo un interessante varietà di scelte che sicuro alimenterà il ragionamento di chi siederà al tavolo. Le plance sono fronte retro, lato “estate” e “inverno”, quest’ultimo leggermente più ” difficile”. Sarà possibile dunque effettuare una sfida completa giocando 2 match separati e sommando l’intera collezione di punti accumulata. Il vincitore sarà incoronato parco a tema Giurassico più incredibile di tutti.

Jurassic Park

Ci sono molti giochi che riprendono il tema del famoso fillm di Spielberg, questo è sicuramente uno dei più apprezzati degli ultimi anni raggiungendo la nomina di Gioco dell’anno 2020. Grazie a dei materiali ben fatti, regole semplici, set up praticamente inesistente, il titolo strizza l’occhio ad un pubblico veramente vasto piazzandosi di diritto nella categoria family. La scatola dice dagli 8+ ma ho personalmente giocato (semplificando leggermente il game play) una mini partita con una 4enne che ha apprezzato e non poco. Le scelte sono semplici e se si toglie il discorso punteggio, dove forse i bimbi si perdono un po’(tanto vincono sempre loro) sono certo che si possa già proporre a sei anni con buoni risultati e riuscendo a catturare già quel minimo di attenzione di cui si necessita. Colorato, cartoonesco e con dei dinosauri tutto sommato ben fatti Draftosaurus sarà una piacevole sorpresa per un veloce dopocena prima della nanna.

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