Fantasy Realms – Costruire il regno perfetto, una carta alla volta

Gentili lettori, chi ha detto che per costruire un regno leggendario, siano necessari grandi tabelloni, miniature spettacolari o decine di risorse da amministrare? Vi assicuriamo che bastano poche carte, un pizzico di immaginazione e la capacità di vedere… connessioni!

Info tecniche
✎: Bruce Glassco
🎨: Anthony Cournoyer
👌: Età: 10+
🐾: 2-6
⏳: ’20
🔩: @studiosupernova_games

Così nasce Fantasy Realms, il gioco di carte firmato da Bruce Glassco che torna nel 2026 in una nuova edizione italiana pubblicata da Studio Supernova.

Maghi, draghi, eserciti, armi leggendarie, territori e fenomeni naturali diventano gli ingredienti di un piccolo universo fantasy da assemblare direttamente nella propria mano.

L’obiettivo, infatti, è davvero alla portata di tutti: creare la combinazione più redditizia, sfruttando le combo tra le carte e limitando gli effetti negativi. Saprete disporre di intuito, memoria e capacità di adattamento per portare a termine questa impresa leggendaria?

In alto a sinistra ci sono i punti “base” di ciascuna carta e, poco sotto, il suo “seme”, ossia la famiglia cui appartiene.

Avanti mie carte!

l regolamento è essenziale. Ogni giocatore riceve sette carte e, nel proprio turno, può pescare dal mazzo oppure recuperare una carta tra quelle scartate, per poi eliminarne una dalla propria mano. 7, solo 7 e mai più di 7!

Si continua così fino al termine della partita, ovvero quando in tavola sono presenti 10 carte scartate: a quel punto ciascun condottiero dovrà valutare il valore complessivo del proprio regno.

Le 53 carte del gioco appartengono a differenti categorie fantasy (semi) e possiedono un valore di punti base, al quale si aggiungono bonus o penalità condizionati dalla presenza di altre carte. Non basta quindi collezionare gli elementi apparentemente più potenti: occorre trovare quelli capaci di “collaborare” insieme.

7 carte, una mano iniziale non troppo felice! Datemi subito un mago!!!

Un mago può diventare preziosissimo se accompagnato dalla giusta bestia, un esercito può beneficiare della presenza di determinati leader e alcune combinazioni possono generare punteggi davvero clamorosi. Al contrario, una carta apparentemente interessante può rivelarsi poco utile, o persino dannosa, se non trova il giusto “partner”.

Fin dal primo turno valutermo continuamente alternative e vie di fuga, ci affezioneremo ad alcune accoppiate e cercheremo di sbarazzarci di inutili fardelli. Sempre con tanti dubbi: conviene conservare una carta che potrebbe diventare decisiva nei turni successivi oppure puntare su una combinazione più concreta? È meglio inseguire una sinergia ambiziosa o consolidare ciò che già funziona? Ogni scelta comporta una rinuncia, perché lo spazio a disposizione è limitato e ogni carta deve giustificare la propria presenza!

Un regno tira l’altro

Questa caratteristica rende le partite sorprendentemente diverse tra loro. Una mano iniziale può suggerire una strategia, ma le nuove pescate possono costringerci a cambiare direzione. A volte basta una singola carta per ribaltare le priorità e trasformare un regno mediocre in una combinazione estremamente efficiente.

Elementi e ambienti si legano, si attraggono, si scontrano…

Anche la zona degli scarti assume un ruolo fondamentale. Le carte disponibili sono visibili e possono essere recuperate, ma lasciarne una particolarmente interessante significa offrire la stessa opportunità agli avversari. Si crea così una forma di interazione indiretta: mentre cerchiamo di migliorare la nostra mano, dobbiamo osservare le mosse degli altri ed eventualmente (se si ha voglia!) valutare quali occasioni potremmo concedere loro.

La componente tattica non deriva quindi dalla gestione di numerose azioni, bensì dalla qualità delle decisioni e dalla capacità di riconoscere il potenziale delle carte.

Quattro scarti in tavola… Qualcosa di buono potrebbe esserci…

Per i giocatori alle prime armi, Fantasy Realms può rappresentare un’introduzione interessante ai giochi di carte basati sulle combo. Chi ha maggiore esperienza, invece, troverà soddisfazione nella ricerca di combinazioni particolari e nell’ottimizzazione di ogni singola scelta.

La durata contenuta favorisce inoltre la voglia di rivincita. Una partita lascia spesso la sensazione di aver intravisto una strategia interessante senza essere riusciti a sfruttarla fino in fondo. E così viene naturale rimescolare le carte e tentare una nuova strada.

I limiti del regno

Naturalmente, non tutto dipende dalle nostre capacità. La pesca introduce una componente aleatoria che può rendere alcune mani più promettenti di altre e costringere a rivedere i propri piani. La gestione delle carte disponibili attenua in parte questo problema, ma non lo elimina.

Un’altra difficoltà emerge nel calcolo finale. Per determinare il punteggio bisogna verificare le condizioni delle singole carte, applicare i bonus e considerare le eventuali penalità. Le prime partite possono quindi richiedere attenzione, soprattutto per chi non ricorda ancora tutte le interazioni.

È giunta l’ora di tirare le fila!

Infine, l’esperienza è prevalentemente concentrata sulla costruzione della propria combinazione. Chi cerca conflitti diretti, poteri aggressivi e un controllo costante sulle strategie altrui potrebbe trovare l’interazione troppo limitata.

Considerazioni finali

Fantasy Realms dimostra come un sistema di gioco essenziale possa offrire una notevole ricchezza decisionale. Il piacere nasce dalla ricerca della combinazione perfetta, dalla capacità di adattarsi alle carte disponibili e dalla soddisfazione di vedere tanti elementi diversi convergere in un unico progetto.

Non è un gioco in cui basta raccogliere le carte più forti: bisogna capire quali siano davvero utili nel contesto della propria mano. La fortuna conta, ma anche la flessibilità e la capacità di rinunciare a un’opportunità promettente al momento giusto.

Le carte sono di ottima qualità e i fogli del segnapunti sono tantissimi!

La nuova edizione 2026 di Studio Supernova offre una veste grafica rinnovata, curata da Anthony Cournoyer: anche le nuove e bellissime illustrazioni rappresentano un’occasione per riscoprire un titolo compatto, immediato da intavolare e capace di stimolare continuamente la voglia di sperimentare.

Un gioco che consigliamo soprattutto a chi ama i card game in cui poche carte possono fare una grande differenza.

Pro
Sinergie profonde: tante combinazioni da esplorare e strategie da affinare.
Regole immediate: si entra rapidamente nel vivo, senza rinunciare alle decisioni significative.
Ottima rigiocabilità: partite brevi e situazioni variabili invitano a riprovare.

CONTRO
Fortuna nella pesca: le carte disponibili possono condizionare le possibilità strategiche.
Calcolo finale articolato: bonus e penalità richiedono attenzione, soprattutto nelle prime partite.
Interazione limitata: la competizione passa soprattutto dalla gestione delle carte e dagli scarti, anziché da scontri diretti.


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