Playte, dalla Korea tanta Hype!!!

A casa sono arrivati 5 giochi letteralmente dall’altra parte del mondo, e cioè direttamente dalla Korea del sud. Ho visto questi giochi sul web, mi sembrava che chiunque ne parlasse, e la cosa che mi ha incuriosito era che avevano tutti giochi diversi fra loro, così ho deciso di cercarli e capire chi fosse questa casa editrice. La playte in Korea porta giochi europei spesso usciti dal mercato, il loro catalogo è veramente molto ampio e così ho deciso di provarne alcuni, ringrazio Playte per avermi permesso di farlo!

Tutti i giochi che ho scelto sono accomunati dal fatto di avere il regolamento multilingua in inglese (o avere un regolamento in italiano disponibile su bgg) e non avere testo sui componenti di gioco e quindi essere indipendenti dalla lingua.
I giochi che avrei voluto portarmi a casa sono una quindicina di questi ne ho poi selezionati 4 e la playte mi ha omaggiata di un quinto titolo.
Il punto di forza di questa casa editrice è sicuramente il packaging; i giochi sono super contenuti, praticamente tutti di dimensione tascabile ed arrivano in un “container” super compatto, molto fico!

Iniziamo con il primo gioco, un push your luck che abbiamo trovato veramente divertente e che è perfetto da portare alle feste:

Mino Dice uscito nel 2016
🐾: 3-6
👌: 8+
✎: Manfred Reindl

Il materiale è top! Nella scatola trovano alloggiamento:
un regolamento in inglese, coreano e giapponese
un sacchetto di tessuto dove andremo a mettere i 36 dadi a 6 facce suddivisi in 1 dado minotauro, 2 dadi sirena, 3 dadi grifone, 7 dadi rossi, 7dadi gialli, 8 dadi grigi, 8 dadi viola
6 Schermi giocatore
Un taccuino segna punti
Tutto il materiale è ottimo, la grafica degli schermi è molto bella ed i dadi sono molto resistenti in plastica.

Mino dice è stato apprezzato tantissimo in casa da tutti e 4, è un party game in cui il calcolo delle probabilità può essere una strategia, tanto quanto l’andare a “sentimento”. Scommetteremo su quante prese riusciremo a fare in ogni round, i dadi speciali hanno facce nulle (bandiera) e si battono fra loro in una sequenza specifica, gli altri dadi hanno valori variabili a seconda del colore. Possiamo aspettarci di vincere con i nostri dadi più forti ed invece il tiro fortuito ci darà vittoria con i dadi numerici meno performanti e magari andremo a perdere quelli più golosi.

Ogni volta che vinciamo potremo tenere per il round successivo il dado usato e questo permette di aver presente più o meno quanti e quali dadi hanno gli altri giocatori, anche se arrivati al 6/7 round sarà più complicato ricordarseli tutti. Il fatto che noi non possiamo scegliere il dado da tenere ma dobbiamo tenere quello con cui abbiamo vinto, rende a mio avviso il gioco molto equilibrato perché magari abbiamo vinto tirando un dado giallo (poco performante) mentre sul tavolo ci sono dadi speciali che però hanno dato una bandiera e non potendo scegliere quale tenere, i dadi speciali torneranno disponibili nella pesca del round successivo. Questo escamotage rende il gioco molto più interessante ed evita l’innesco del più forte nel primo round che rimane più forte perché prende sistematicamente i dadi migliori (penso alla dinamica di Panda Royal per esempio).

Se vi piacciono i party game ed i dadi correte a provarlo! Per noi super approvato!

Il secondo gioco è
Gangster del 2007
🐾: 2-5
👌: 10+
✎: Thorsten Gimmler

Anche qui materiale super top! Nella scatola trovano alloggiamento:
un regolamento in inglese, coreano e giapponese
tessere isolato, carte casinò, carte quartiere, 20 cubetti giocatore, 5 macchine giocatore (1 per colore), 15 carte spostamento (3 per colore), 5 plance macchina (1 per colore), tesserine potenziamento, tesserine x2.
La scatolina diventa il percorso dei punti e il tabellone

Gangster è profondo, per nulla banale e molto strategico, più riusciremo a capire le intenzioni degli altri, meglio pianificheremo le nostre mosse. Un gioco di piazzamento in cui controlleremo i vari quartieri gestendo le maggioranze, possiamo interferire direttamente sul gioco degli avversari prendendo e spostando, ma anche buttando “a mare” i loro cubetti, Il fatto di posizionarli su isolati in cui chi ha la maggioranza non avrà il massimo punteggio, diventa il twist che rende molto interessante il gioco.

Detto questo nonostante la durata fissa dei 3 round per partita il tempo di gioco sarà piuttosto lungo, questo forse è l’unico vero neo del gioco.


Certamente c’è un aspetto molto simile al rompicapo, nel dover calcolare la situazione delle maggioranze; il gioco ci porta a studiare la situazione cercando di prevedere le mosse degli altri e questo aspetto lo rende molto intrigante. Il tempo di azione poi è fondamentale, avendo due momenti distinti tra il muovere la macchina e l’agire su quel quartiere, in realtà tra questi due momenti potrebbe accadere di tutto, un altro giocatore potrebbe spostarci in un quartiere limitrofo, influire sulla nostra influenza nel quartiere, oppure impedire di togliere i suoi cubetti, etc. etc., rendendo nulla la nostra pianificazione.
L’esperienza al tavolo è veramente piacevole, il gioco scala bene da due a pieno numero dei giocatori, noi ne siamo stati conquistati, certamente non lo definisco un gioco da intavolare velocemente, bensì è un gioco che richiede il suo pomeriggio. La rigiocabilità è assicurata dalla casualità del posizionamento dei vari elementi sul tabellone.

Altro titolo interessantissimo è
Sardegna del 2005
🐾: 2-4
👌: 11+
✎: Stefan Dorra
Al suo interno un regolamento in inglese, coreano, francese e giapponese
un set colorato di pedine per giocatore (1prete, 2navi,3 torri, 4 case, 5 pedine, 1 cubetto)
un mazzo di carte influenza, un mazzo di carte personaggio (7 a giocatore),16 tessere risorsa

Un gioco di gestione mano e maggioranze in cui al proprio turno, un giocatore gioca una delle sue carte personaggio, che gli permette di posizionare miniature sul tabellone o spostare quelle già in gioco (con l’ammiraglio, il comandante o il prete), costruire città o torri (con l’architetto), raccogliere risorse (con il contadino; le risorse sono necessarie per costruire città), rigiocare una carta giocata in precedenza (con la regina) o innescare il fine round con il calcolo del punteggio (con la sentinella). Il punteggio viene calcolato solo sulla prima delle due carte influenza visibili tra le 11 carte sistemate sul tavolo coperte.


Al termine della fase di punteggio, ogni giocatore recupera le carte personaggio che ha giocato. Il giocatore che ha giocato la sentinella gira la carta influenza successiva nella fila. Se gli piace, la tiene; In caso contrario, la scarta e la sostituisce con la carta in cima al mazzo influenza. Poiché solo i due round di punteggio successivi sono sempre visibili, la pianificazione è alquanto limitata e si dipende in parte dalla fortuna. Il momento giusto per posizionare la torre e costruire le città è importante tanto quanto raccogliere tempestivamente le tessere risorsa che ci permettono di ottenere punti. Il gioco scala molto bene, è super strategico.

Quarto gioco di cui parlare abbiamo:
Pueblo del lontano 2002
🐾: 2-4
👌: 10+
✎: Michael Kiesling, Wolfgang Kramer

Vincitore di innumerevoli premi, potevo non volerlo?

Un astratto semplicissimo ed efficace in cui andremo a posizionare i nostri “mattoni” dalla forma particolare nel nostro villaggio comune, cercando di non far vedere al capo tribù indiano quelli colorati con il nostro colore. Al nostro turno saremo sempre obbligati a posizionare almeno un mattone poi andremo a spostare il capo tribù fino a 4 passi. Dove si fermerà il capo tribù guarderà davanti a sé e tutti i mattoni colorati che riuscirà a vedere diventeranno punti malus per i loro possessori. Ogni livello in più in altezza avrà un punteggio maggiore dei sottostanti.

Il gioco è semplice da capire e da giocare, ma padroneggiarlo è altra cosa, dovremo fare i conti con una visione tridimensionale di ciò che stiamo costruendo e potremo aiutare tantissimo un avversario nostro malgrado, non avendo visualizzato chiaramente le posizioni che il capo tribù potrebbe occupare successivamente. Io l’ ho adorato per la sua semplicità e pulizia di gioco, funziona benissimo in due come a pieno numero.

Ultimo gioco di cui parlare:
too sloth, to win!
Titolo del 2011 (in lattina) ripreso nel 2025 dalla playte e messo in scatola
🐾: 3-5
👌: 12+
✎: Anuc Kim, Reader on Jupiter

Un percorso, carte movimento e la voglia di vincere!!! No scusate, non la voglia di vincere, perché sò sempre bradipi… la voglia di arrivare secondo!

Tra le carte che abbiamo in mano possiamo scegliere il numero che desideriamo a seconda di quanti passi vogliamo fare; il percorso è brevissimo e dovremo sbarazzarci il prima possibile di carte bevanda che potrebbero farci squalificare una volta finita la partita. Il succo è non correre troppo, punta ad arrivare secondo e non usare bevande molto zuccherate (che troppo bene non fanno). Un filler divertente da intavolare con tutti, come ottimo intermezzo.

Pro:
☝Scatole srotolabili
☝Giochi usciti dal mercato recuperabili
☝Minimo spazio, massima resa

Contro:
👇Dogana


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