FLATIRON – Due architetti a Manhattan
Flatiron ci mette nei panni di due architetti che partecipano alla realizzazione del celebre grattacielo newyorkese Flatiron Building, in cerca di prestigio, soldi e fama. Dietro a un regolamento piuttosto compatto si nasconde un duello teso e una sfida non banale.
Info tecniche
✎ Isra C., Shei S.
🎨: Weberson Santiago
👌: Età: 12+
🐾: 1-2
⏳: ’45
🔩: Tesla games
Flatiron nasce dalla collaborazione dei due game designer spagnoli Isra Cendrero e Sheila Santos, meglio conosciuti nell’ambiente ludico come Isra C. & Shei S., la squadra di design che firma il progetto sotto il nome di Llama Dice.

Isra e Shei sono una coppia creativa con base a Madrid che ha costruito la propria reputazione nel mondo dei giochi da tavolo grazie a una serie di titoli apprezzati dalla comunità internazionale. La loro collaborazione è iniziata diversi anni fa e si caratterizza per una forte sinergia.
Prima di Flatiron, il duo aveva già ottenuto riscontri importanti con titoli come The Red Cathedral, un gestionale di piazzamento dadi su rondella molto amato, e soprattutto The White Castle, che ha raggiunto una notevole popolarità nella scena eurogame, tanto da entrare nella classifica dei migliori giochi su BoardGameGeek.
Un ferro da stiro altissimo!
Tornando a bomba, come si diceva, in Flatiron costruiremo il celebre grattacielo a forma di ferro da stiro, in realtà eretto nel 1902 su progetto in stile Beaux-Arts dell’architetto di Chicago Daniel Burnham – in un lotto triangolare compreso tra la 23a strada, la Quinta Strada e Broadway.

Il flusso di gioco è volutamente semplice: a ogni turno il giocatore compie una sola azione, scegliendola tra due.
Per farlo, muove il proprio architetto in una delle 4 strade (dove non è presente l’avversario) e sceglie se: acquistare una carta, aggiungendola alla propria plancia nella colonna con lo stesso nome; attivare le azioni presenti nella colonna della strada stessa, per ottenere denaro o colonne, costruire nuovi piani o innescare combinazioni più articolate.
Muovendosi al City Hall è possibile invece ottenere una carta decreto, che fornirà punti a fine partita.

La costruzione del proprio “motore” di gioco e quindi di strade “virtuose” è il cuore di Flatiron. Le carte consentono di potenziare le azioni future, ottenere sconti nelle costruzioni o perdite di reputazione e infine di creare piccole combo e specializzarsi in determinate strategie…
Questo processo non è solo un potenziamento meccanico, ma una vera e propria dichiarazione di intenti: investire su una strada significa specializzarsi, rendere alcune azioni più vantaggiose e creare appunto un motore che, se sfruttato con il giusto tempismo, può generare un vantaggio significativo.
La particolarità è che tutte le azioni vanno a modificare un flusso condiviso: ciò che scegliamo per noi, modifica anche le opportunità dell’avversario, creando una continua lettura reciproca delle intenzioni. Se andiamo a piazzare la terza colonna, probabilmente il nostro avversario farà di tutto per costruire il tetto e prendersi i relativi punti vittoria a e bonus; se otterremo una carta decreto relativa al piazzamento delle colonne arancioni, probabilmente il nostro rivale proverà a non piazzarne più.
Uno degli elementi più interessanti di Flatiron è rappresentato dalle carte Decreto, che introducono nel gioco un livello di pianificazione aggiuntivo e contribuiscono a differenziare in modo netto le strategie dei due giocatori.

I Decreti non sono semplici bonus estemporanei, ma veri e propri obiettivi tattici che spingono a orientare le proprie scelte nel corso della partita.

Alcuni premiano specifiche modalità di costruzione, altri incentivano l’uso ricorrente di determinate strade o la creazione di combinazioni particolari tra carte e azioni. La loro presenza obbliga a guardare oltre il singolo turno, suggerendo una direzione strategica senza però ingabbiare il giocatore in percorsi troppo rigidi.
Asimmetria e longevità
Un ulteriore elemento che contribuisce alla varietà dell’esperienza è la leggera asimmetria delle plance giocatore. Ogni lato delle plance giocatore propone una disposizione diversa degli spazi e dei bonus iniziali, influenzando fin dalle prime mosse l’approccio strategico alla partita.

Non si tratta di un’asimmetria marcata o sbilanciante, ma di una differenziazione sottile, che spinge i giocatori a valutare in modo diverso le priorità e a riconsiderare l’ordine con cui sviluppare carte, Decreti e strade. Questo accorgimento, apparentemente secondario, aumenta sensibilmente la rigiocabilità e riduce la sensazione di “apertura obbligata” nelle prime fasi di gioco.
La longevità di Flatiron si fonda proprio su questa combinazione di fattori: variabilità delle plance, rotazione delle carte disponibili, tanti tipi diversi di tetti, presenza dei Decreti e interazione diretta tra le scelte dei giocatori.
Pur mantenendo una struttura molto pulita e una durata contenuta, il gioco riesce a offrire partite abbastanza variegate, in cui le strategie emergono e si adattano in base al contesto. Il gioco è quindi adatto non solo a partite occasionali ma anche a un utilizzo continuativo nel tempo, anche se tutto sommato le cose da fare saranno fondamentalmente sempre le stesse.
Cresce insieme a noi!
Sul fronte dei materiali il colpo d’occhio è notevole. Il grattacielo cresce fisicamente al centro del tavolo, piano dopo piano, restituendo una forte sensazione di avanzamento e di competizione visiva.

I componenti sono solidi e ben rifiniti, con una grafica elegante che richiama l’inizio del Novecento senza risultare fredda o eccessivamente minimal. Il comparto visivo è curato da Weberson Santiago, illustratore ormai riconoscibilissimo, noto per uno stile stilizzato, chiaro e con un tratto quasi da matita: lo abbiamo visto all’opera su Sail, Dracula vs Van Helsing, Kelp, La Famiglia, Coup e The Great Split.
In questo caso, il suo lavoro si distingue per un equilibrio riuscito tra eleganza e funzionalità: l’ambientazione della New York dei primi del Novecento viene evocata con discrezione, attraverso una palette cromatica sobria e una composizione ordinata degli elementi, senza mai sovraccaricare il tavolo da gioco.
L’iconografia è abbastanza varia e spaventa un po’ nelle prime partite; diventa tutto sommato chiara e abbastanza funzionale dopo un po’ di pratica… sul campo!

La durata contenuta, intorno ai 40–45 minuti, lo rende perfetto per serate a due in cui si cerca una sfida intensa ma non estenuante. Anche se le azioni da compiere restano piuttosto limitate, una gran varietà di elementi in gioco (carte, piani diversi del grattacelo, carte decreto) renderanno le partite sempre un pelo diverse.

In conclusione, Flatiron è un gioco per due elegante, teso e molto ben calibrato.
Non cerca l’effetto spettacolare, ma costruisce la sua identità sulla qualità delle decisioni e sulla lettura dell’avversario, risultando una proposta solida e appagante nel panorama dei giochi da tavolo dedicati esclusivamente al confronto tra due avversari.
Pro:
☝ Materiali e meccaniche
☝ Livello di sfida e difficoltà non bassi
Contro:
👇 Iconografia migliorabile
👇 Alla lunga ripetitivo





