ECHOES OF TIME – Una Compagnia per domare le onde del Tempo!
Il tempo… il più grande dei misteri, la risorsa intangibile, il nemico e l’alleato di ogni impresa… Il tempo è il fulcro tematico di Echoes of Time, un gioco di Simone Luciani e Roberto Pellei e pubblicato da Cranio Creations.
Info tecniche
✎ Simone Luciani, Roberto Pellei
🎨: Giovanni Calore
👌: Età: 12+
🐾: 2-4
⏳: ‘45
🔩: Cranio Creations
I giocatori si affrontano carcando di allestire una Compagnia di eroi – dotati di preziosi artefatti – in grado di dominare gli echi del tempo e conquistare le Fonti del potere eterno.
Da un sontuoso mazzo di ben 105 carte, gli avversari ne ricevono 7 iniziali. In ciascun round ci si alterna nello svolgere 2 azioni tra: giocare carte, pescarne 2 nuove, spostarle nella plancia, conquistare o fortificare una Fonte.
Giocare le carte (che si pagano scartandone altre) permette di posizionarle nella nostra plancia, suddivisa in blocchi che rappresentano una linea temporale. Oltre al costo da pagare è indicato anche il settore in cui la carta giocata andrà posizionata.

Le carte giocate si attivano solo dopo un certo numero di turni, man mano che il tempo scorre e con esso le tessere che compongono la foresta.
Solo una volta “evocate”, ossia uscite dalla foresta del Tempo, le carte sono finalmente attive, fornendo bonus immediati o utilizzabili quando lo stesso simbolo fiamma è fuori dalla nostra plancia.

In pratica: ciò che fai oggi potrà dare i suoi frutti solo nel futuro… e a volte la fretta è la tua peggior nemica! È un equilibrio continuo tra pianificazione e adattamento, tra il desiderio di costruire un grande motore e la necessità di attendere che il tempo maturi e che le fiammelle si allineino…
C’è una tensione costante tra l’immediatezza e la costruzione a lungo termine. Un giocatore prudente tenderà a far scorrere nel proprio flusso temporale carte che costruiscono sinergie lente, preparando una fase finale esplosiva. Al contrario, chi preferisce agire d’istinto potrà puntare su carte più agili, in grado di produrre vantaggi rapidi e mantenere la pressione. Entrambe le strategie possono funzionare, ma richiedono sensibilità nel leggere il ritmo della partita, come se fosse una danza tra passato e futuro.

Il sistema funziona anche perché riesce a mantenere vivo il ritmo. Le carte non sono mai elementi passivi: anche mentre “scorrono” lungo la linea temporale, il giocatore è chiamato a riflettere, a pianificare il prossimo turno, a prevedere quando e come le proprie azioni si intrecceranno con quelle degli avversari.
Alcuni effetti permettono perfino di accelerare o rallentare il tempo, spostando carte avanti o indietro, modificando così la sequenza naturale degli eventi. È come se ogni fazione avesse la capacità di manipolare la propria percezione del tempo, piegandolo per ottenere un vantaggio.
Le Fonti: conquista e fortificazione
In Echoes of Time, ogni civiltà non si limita a costruire un motore di carte: deve anche espandere la propria influenza nel mondo, e lo fa attraverso la conquista delle Fonti.
Queste antiche strutture, disperse nello spazio e nel tempo, sono luoghi di potere che custodiscono energie e poteri di vario tipo.

Per conquistare una Fonte, il giocatore deve “sacrificare” una o più carte-eroe della propria compagnia: le carte usate sono poste dietro alla Fonte conquistata e le abilità degli eroi impiegati per conquistarla vengono meno.
Ma, al tempo stesso, ogni Fonte – una volta ottenuta – diventa parte integrante del motore di gioco. Le Fonti conquistate non sono solo punti o bonus statici, ma snodi vitali che forniscono vantaggi continui, sinergie con carte specifiche o persino nuove modalità di manipolare la timeline.
Conquistare troppo presto può bloccare il motore e i relativi bonus, ma farlo troppo tardi significa lasciar spazio agli avversari. Esiste una finestra ideale in cui il motore inizia a funzionare, le carte producono la giusta energia, e ci si può permettere di deviare parte della forza verso la fortificazione? No, perché la varietà delle carte vi offrirà sempre spunti strategici nuovi e stimolanti.
Una delle due azioni gratuite del gioco (l’altra è l’attivazione dei bonus relativi alla fiammella in gioco) è spendere carte per aumentare la difesa della propria Fonte. Atto spesso indispensabile per evitare che gli avversari ce le sottraggano… L’interazione tra avversari diventa cruenta quando le fonti iniziano ad essere conquistate: i permalosi sono avvertiti!

Ma, d’altro canto, qui entra in gioco la fortificazione. Se la conquista è l’atto espansivo, la fortificazione è quello conservativo, difensivo, ma tutt’altro che passivo. Fortificare una Fonte significa potenziarla e renderla per sempre nostra.
Gli eroi usati per farlo, vengono nascosti dietro alla carta: forniranno punti a fine partita ma non torneranno mai più in gioco. E, a proposito di punti partita, fortificare le Fonti ci garantirà il punteggio maggiore di punti vittoria… un bel gruzzoletto!
Insomma, la corsa alla fortificazione è uno degli aspetti che impone di guardare oltre il proprio naso e la possibilità di impadronirsi delle fonti altrue, prima che vengano fortificate, è un aspetto di cui tenere sempre conto, onde evitare l’avvicinarsi di un prematuro fine-partita.
Estetica del Tempo…
Dal punto di vista estetico, Echoes of Time è spettacolare. In bilico tra Everdell e Res Arcana, il mondo di animaletti creato da Giovanni Calore è ricco di ombre, inquietudini, incubi e speranze. Ogni carta racconta una storia e il lavoro complessivo è coerente e suggestivo.

Ciò che rende davvero memorabile l’estetica di Echoes of Time è la sua capacità di fondere bellezza e leggibilità, qualcosa che in molti giochi ambiziosi si perde per strada. Le carte sono dettagliate ma mai caotiche e il design mantiene una chiarezza funzionale che non sacrifica l’immersione. Ai toni scuri degli eroi e dei personaggi, si contrappongono le luci e l’azzurro chiaro degli artefatti. Un contrasto davvero interessante che aumenta la leggibilità delle carte.
Il risultato è una tavolozza che trasmette il senso del tempo non solo come scorrere, ma come erosione: le carte sembrano antiche, consumate dal tempo, eppure pulsano di energia nuova. È un contrasto che riflette perfettamente il nucleo tematico del gioco — quella tensione continua tra ciò che resta e ciò che cambia.

Osservando da vicino, si percepisce una narrazione silenziosa che attraversa tutte le carte. Un’estetica che invita a immaginare, a riempire gli spazi tra un’immagine e l’altra, come se ogni carta custodisse un ricordo da decifrare.

C’è anche un aspetto tattile importante. Le carte, una volta distribuite sulla linea temporale, costruiscono un vero e proprio paesaggio. Non sono più solo oggetti da pescare o giocare: diventano una sequenza visiva, un racconto in divenire.

È Tempo di andare a conquistare il Tempo
Dopo molte partite, Echoes of Time conferma le sensazioni provate inizialmente. È un gioco semplice ma non banale, divertente e originale.
La costruzione del mazzo, sempre affannosa per la continua necessità di scartare tante carte per giocarne poche è interessante e la rigiocabilità è alta.
Le illustrazioni sono superbe e l’ambientazione fantasy è convincente, seppur non del tutto originale.
È un titolo consigliato a chi cerca un’esperienza strategica e tattica fresca, pur richiedendo una certa pianificazione. Certo, la corsa alla fortificazione delle Fonti potrebbe risultare una scorciatoia comoda verso una vittoria veloce; sta quindi agli avversari cercare di contrastarsi per evitare la sconfitta e la fine prematura della partita.
Non è un titolo per chi cerca immediatezza o azione continua: Echoes of Time va gustato con calma, come un orologio antico che rivela la sua bellezza solo osservandolo da vicino.
Ma, per chi ama la costruzione, la pianificazione profonda e quella sensazione di “vedere avanti”, sarà un’esperienza affascinante, in cui il tempo diventa un meccanismo di gioco tangibile. Da provare!
Pro:
☝ Idee originali e meccanismo di gioco solido e semplice
☝ Grafica evocativa e disegni splendidi
☝ Interazione notevole…
Contro:
👇 …che però potrebbe dar fastidio ai permalosi!
👇 La fortificazione è un modo semplice per chiudere la partita





