Crystal echoes, il gioco che non ti aspetti
Introduzione
Knights Creations, nuova casa editrice italiana di giochi da tavolo, ha debuttato a Lucca Comics & Games 2025 con quattro titoli in anteprima tra cui proprio questo Crystal echoes!
Nel fantastico mondo di Crystalvale, una cometa misteriosa ha stravolto l’equilibrio di un intero universo!
Ogni partita si sviluppa attraverso Ere, durante le quali costruirai e farai crescere due Comunità: una condivisa con il giocatore alla tua sinistra e l’altra con quello alla tua destra. Dovrai richiamare le creature mutate dai cristalli, comprendere le loro affinità e farle cooperare, perché solo la sintonia tra le creature produrrà punti vittoria. Al termine della partita, sarà la Comunità meno in sintonia a definire il tuo punteggio finale. Solo chi troverà il giusto equilibrio sarà dichiarato il vincitore.
✎: Angelo Tappa e Leonardo Comini
🔩:knights creations
🎨: Francesco Musiani e Lara Ongis
👌10+
⏳:25
🐾: 2-10
💬 dipendente dalla lingua
👁️: ok per daltonici
Crystal echoes è una prima volta per me, che ho sempre recensito giochi in commercio, e oggi mi trovo a scrivere di un gioco che approda su gamefound in questo periodo; cliccate qui se volete seguire il gamefound.
Il segmento in cui si inserisce questo gioco è molto particolare perché va a coprire una platea che solitamente viene coperta dai party game, pur non avendo le meccaniche proprie o il feeling specifico del party game!
Come si presenta
La demo si presenta in una scatola rettangolare di dimensioni contenute e con una pratica chiusura magnetica, nella quale alloggeremo in grande comodità (segno che ci sono espansioni in vista. Piccolo spoiler: è già stato annunciato che arriverà ad 11 giocatori…cosa???) 200 carte, 100 per il mazzo base e altre cento da distribuire in cinque mazzi da 20 che aggiungeremo in base al numero di giocatori. Tutti i mazzi possono esser gestiti tramite carte divisorie che ci permettono un setup immediato.
La qualità dei materiali è molto buona, anche se consiglierei di imbustare le carte perché verranno mescolate moltissimo

Il gioco nel dettaglio
Le creature di Cristalvale si dividono in 4 famiglie.
Ogni famiglia ha delle peculiarità ed ogni personaggio reagisce diversamente alle condizioni in cui si trova. Dovremo pertanto creargli attorno condizioni ideali, perché possano prosperare gli uni accanto agli altri. Così:
Rubisciame – assumono una colorazione rossastra in presenza di cristalli, hanno una mente alveare
Ombrosquame – Sono Anfibi e rettili, non amano la luce del sole
Ferrambrati – sono ingranaggi e rottami che hanno acquisito un’anima grazie ai cristalli
Verdischegge – Sono pacifici lenti e timidi, preferiscono il silenzio e l’isolamento
Ogni carta rappresenta una creatura, che viene caratterizzata molto chiaramente e mediante una iconografia pulita e leggibile. Troveremo indicato il nome della creatura, la famiglia di appartenenza (individuata dal colore di fondo della carta), e il suo valore Echo, la potenza cioè del suo cristallo che permetterà di attivare le abilità di altre creature.
Un testo descrive le abilità specifiche della nostra creatura. In basso troveremo una indicazione del punteggio massimo che la carta potrà maturare ottimizzando la sua abilità. Un simbolo posto nella parte inferiore ci indicherà poi, in base al numero dei giocatori, se inserire o meno quella carte nel mazzo di pesca.

Una partita si articola in 3 round, chiamati Ere. Durante ogni turno i giocatori giocheranno simultaneamente, e potranno parlare e accordarsi senza mai rivelare tutte le proprie carte agli altri. All’inizio di ogni round andremo a pescare un numero definito di carte (7,7,6).
Ogni turno si svolgerà, simultaneamente per tutti i giocatore, in 3 fasi.
Scelta: i giocatori scelgono 2 carte che posizioneranno rispettivamente nella comunità condivisa con il giocatore alla propria sn e in quella condivisa con il giocatore alla propria dx.
Pianificazione: si mostrano le carte scelte e, insieme, i giocatori scelgono come posizionarle all’interno della comunità condivisa, sapendo che ciascuna comunità dovrà esser formata da una griglia di carte 4×4 e che una carta già posizionata non potrà più essere spostata.
Scambio: si passano le carte rimaste nella mano al giocatore che si trova a 2 posti di distanza da noi: nella 1 e 3 era in senso orario, nella 2 in senso antiorario.
La prima e la seconda era si concludono quando i giocatori restano con un sola carta in mano, mentre la terza si conclude quando ne rimangono due.
Concluse le tre ere si passa al conteggio dei punti, che è un’operazione più articolata, ma potremo aiutarci mediante una apposita app. Dovremo calcolare i punti armonia ottenuti grazie all’interazione fra le abilità delle carte, tenendo in conto anche il valore echo di ogni carta. Delle due comunità che condividiamo, quella che ha dato meno punti, definirà il nostro punteggio vittoria Chi ha il punteggio maggiore vince.

Considerazioni
Questo “competitive synergy building” (cioè un competitivo dove bisogna cooperare per costruire un risultato) ha vari punti a suo favore:
In primis la chiarezza del regolamento e la semplicità delle meccaniche. Il fatto stesso che si giochi in simultanea, è già un ottima scelta; soprattutto quando si superano i 7 giocatori al tavolo, il gioco in simultanea riduce notevolmente i tempi ma non annulla totalmente il pericolo della paralisi. Il tempo di gioco resterà sempre piuttosto contenuto e non cambierà sostanzialmente all’aumentare dei giocatori.

Il gioco mi ha colpito veramente tanto perché intrattiene al tavolo un numero di giocatori che subito si associa a “caciara”, invece il gioco risulta abbastanza veloce, gestibile, assolutamente non caotico.
Non è un solitario di gruppo, bensì si dovrà collaborare insieme ai nostri vicini di posto cercando di ottimizzare le carte per ottenere il miglior risultato possibile, ed in questa fase ci appassioneremo alla nostra piccola comunità nascente, la faremo brillare insieme contenti di una cooperazione fruttuosa; finché non avremo finito il gioco e inizieremo a calcolare i punteggi delle nostre comunità sapendo di poter utilizzare solo la comunità col punteggio minore per poter concorrere alla vittoria ed inizieremo a guardare con timore ai nostri vicini di posto, guferemo contro la comunità che non abbiamo in comune sperando sia meno performante della nostra, ma al contempo il nostro vicino di posto potrebbe batterci proprio utilizzando la comunità condivisa con noi che per lui è diventata quella con il minor punteggio. Insomma alla fin fine sarà un bagno di sangue!
Bisognerà dunque calibrare la strategia di gioco, per non creare troppi squilibri fra le nostre comunità che, in ogni caso giocherebbero a nostro favore. Si aggiunga poi che durante la partita sarà difficilissimo tenere sotto controllo i punteggi relativi delle comunità presenti sul tavolo, soprattutto quando si gioca in 5 o più giocatori, e tenere traccia di tutte le possibili combo fra le carte con il risultato che solo al termine della partita e a conti fatti riusciremo veramente a capire quale sarà il nostro punteggio effettivo.
Insomma non è un gioco che faremo senza spremerci le meningi, in qualunque assetto di giocatori, dovremo concentrarci molto sulle sinergie delle carte. Forse questo è il punto un pò dolente, non nel senso che rovini il gioco, ma che saremmo portati ad immaginarci un gioco “rilassante” (o come va di moda ora “cozy”) ed invece sarà molto più impegnativo, ed è capitato spesso alle prime partite che i giocatori al tavolo avessero sottovalutato l’impegno che il gioco vuole.

Il gioco è una ventata di freschezza in un panorama pieno di card game, le meccaniche sono stra collaudate perché in fondo il meccanismo di base è la griglia di carte, con innesco di combo tra loro, ma il twist veramente nuovo (almeno per quanto mi riguarda) è l’introduzione della cooperazione per ottenere il miglior punteggio insieme e non per contrastarsi a vicenda nonostante il vincitore sarà sempre e solo uno e non c’è vincita condivisa.

Il gioco scala bene in qualsiasi numero di giocatori, grazie alle varianti con meno di 5 giocatori. Ad esempio avremo la modalità a 2 con un’unica comunità non condivisa per ciascun giocatore, in 4 “ere” e un differente numero di carte in mano. Ciascun giocatore in una prima fase di pianificazione sceglierà una carta da collocare nella comunità avversaria, poi in una seconda sceglierà una carta da inserire nella propria: poi si procederà allo scambio delle carte rimaste in mano. Questo rende il gioco molto strategico poiché dovremo cercare di danneggiare l’avversario sapendo quali carte gli passeremo nel turno successivo.
Da 3 a 5 giocatori giocheremo 4 “ere” con numero di carte ad inizio e fine “era” diverso e soprattutto passeremo la mano al giocatore immediatamente vicino, senza saltare un posto.
Dai 6 giocatori in su dovremo comporre il mazzo base aggiungendo progressivamente mazzetti da venti, ampliando così la quantità di carte a disposizione .

Un altro punto decisamente a favore, riguarda il packaging e le illustrazioni che sono a mio parere veramente belle. La grafica, molto curata, permette una lettura chiara delle famiglie, e restituisce una ambientazione fantasy molto divertente. La scatola con chiusura magnetica rende il prodotto molto sofisticato e restituisce quella cura nella progettazione che forse è la vera cifra di questo gioco
Per aiutarci nel calcolo dei punteggi c’è poi la possibilità di utilizzare l’app Crystal echoes raggiungibile dalla pagina dell’editore su play store o tramite QRcode .
In sintesi mi sento di appoggiare questo gioco, e credo che la casa editrice abbia iniziato il suo percorso molto bene e se manterrà questo standard di cura nei propri prodotti ci regalerà altre perle da aggiungere a questa.
Pro:
☝Regolamento semplice e lineare
☝ Materiale buono
☝scalabilità eccellente
Contro:
👇alcune abilità non immediate alla prima partita
👇impossibile controllare l’andamento degli avversari
👇più impegnativo di quanto sembri




