MEN NEFER – Un viaggio appassionante nell’Antico Egitto!
Impegnativo e ricchissimo, sia di materiali che di approcci strategici, Men Nefer è un gioco ambientato nel sempre affascinante Antico Egitto e offre un’esperienza complessa ma appagante. L’autore è il pluri-premiato Germán P. Millán, celebre per Bitoku, Sabika e dell’imminente Covenant.
Info tecniche
✎ Germán P. Millán
🎨: Laura Bevon
👌: Età: 14+
🐾: 1-4
⏳: 60-120
🔩: Ghenos Games

Tre ere per nove azioni!
Il tabellone di Men Nefer sconvolge per dimensioni, numero di tracciati, icone e diverse locazioni, ma anche la nostra plancia non è da meno. È da lì che tutto inizia, quindi possiamo brevemente analizzarla in relazione alle azioni che è possibile intraprendere nel gioco.
In plancia si trovano sfingi e mummie da scolpire per poi posizionarle nel tabellone; ceste da offrire al tempio; i due tracciati-risorse dedicati a pesci ed heka; gli spazi dedicati a papiri e contratti; il tracciato dei geroglifici.

Ma soprattutto, ciascun giocatore inizia la sua avventura egiziana con tre studiosi, posti nella plancia sopra a delle tessere-azione, il cui funzionamento richiama quelle viste in Nucleum. Il piazzamento e lo spostamento dei nostri studiosi determina la scelta delle nostre azioni.
Il gioco si svolge nel corso di 3 ere; in ciascuna di esse disporremo di 9 azioni (quindi 27 in tutto) suddivise fondamentalmente in 3 diverse tipologie:
- Con la prima si piazza uno dei nostri tre studiosi in una delle 5 Case della vita, attivando la tessera su cui si trovava all’interno della nostra plancia; se si piazza il nostro lavoratore in uno spazio già occupato, occorre pagare il numero di pesci indicato. Sappiate già da ora che avere tanto pesce è fondamentale!

2. Con la seconda lo si specializza: si sposta il lavoratore dal lato Sole al lato Luna nella Casa della vita in cui lo avevamo piazzato. Così facendo, faremo avanzare lo scarabeo nel tracciato di specializzazione relativo, svolgendo l’azione raggiunta o una qualsiasi precedente.

3. Con la terza si prende una delle 5 tavolette Azione a rimpinguare gli spazi vuoti della nostra plancia, svolgendo l’azione indicata a destra della tavoletta oppure una qualsiasi di quelle sottostanti. Se il geroglifico raffigurato sulla parte sinistra della tavoletta è identico a quello nel nostro tracciatino geroglifici, si ottiene un punto vittoria e l’avanzamento di uno dei nostri scarabei.

Tracciati a me copiosi!
Fin dai primissimi turni di gioco, Men Nefer apre al giocatore una enorme varietà di scenari e possibilità; strettamente collegati alle tessere-azione e ai movimenti dei nostri studiosi, infatti, sono presenti tracciati e zone che dovremo in qualche modo cercare di gestire con armonia e uniformità.
Il primo di cui vogliamo parlare è quello legato all’aspetto più appariscente del gioco, ossia la faticosa costruzione delle Piramidi!
Mediante i simboli trasporto-pietra potremo far avanzare i nostri due segnalini nei rispettivi tracciati dedicati alla costruzione dei meravigliosi monumenti simbolo della civiltà egiziana.

Ogni volta che nei tracciati incontreremo il simbolino del martello, potremo dedicarci alla costruzione della grande piramide, ottenendo volta-volta i bonus riportati nel blocco che costruiamo e in quello che andremo a coprire; oppure potremo costruire una delle tre piramidi delle regine la cui costruzione è strettamente legata alla disponibilità dei permessi di Cheope.
Il secondo tracciato è quello del Nilo. Avremo a disposizione ben 4 imbarcazioni, da poter far avanzare lungo il fiume millenario e potremo muoverle ogni qualvolta incontreremo l’icona relativa. Potremo approdare in uno dei porti della città e attivare le nostre imbarcazioni: questa cosa ci permetterà di raccogliere pesce o ottenere contratti da piazzare nella nostra plancia. I contratti sono importanti perché, oltre a fornire punti vittoria, ci aiuteranno nel trovare un percorso da intraprendere per il proseguimento della nostra avventura!

Alla destra del tabellone si trovano altri due importanti tracciati, ossia il tempio e l’obelisco. Nel primo muoveremo le nostre sacerdotesse, cercando di presentare uno o più doni (manufatti) precedentemente raccolti. I manufatti vengono consegnati assieme ad una delle ceste della nostra plancia: se ne otterranno immediatamente uno o più avanzamenti nel tracciato dell’Obelisco.
Salire in tale spazio garantisce l’avanzamento del nostro globo, che – passo dopo passo – incontrerà nel suo cammino il favore del dio scelto a inizio partita (e relativo bonus), più l’ottenimento di punti partita a fine era.

Nella parte alta del tabellone si trova il doppio e contrapposto tracciato della Duat, concetto immancabile in ogni gioco a tema Antico Egitto. Qui si muoveranno, in direzione contrapposta, il nostro Cuore e la nostra Piuma, con l’obiettivo di farli incontrare e superare. La distanza eccessiva tra i due segnalini sarà punita con punti negativi al termine di ogni era.
Nel frattempo dovremo dedicare molte energie a scolpire le sfingi, che andranno piazzate nei relativi spazi, dislocati un po’ ovunque nel tabellone. Si otterrà immediatamente il bonus del piedistallo coperto.

Senza dimenticare i cari defunti: prima dovremo imbalsamare una delle nostre 4 mummie e trasformarla in sarcofago. Quindi potrà essere posizionata in uno degli spazi vuoti della Necropoli, ottenendo immediatamente il bonus coperto e attivando un certo numero di volte (dipende dal livello nel quale si è collocato il sarcofago) le tessere Mastaba corrispondenti.

Spesso potremo raccogliere dei papiri, che andranno posizionati nella nostra plancia. A fine era ci daranno punti, raddoppiati se i simboli presenti nei rispettivi lati saranno corrispondenti.
Alla fine di ogni era avverrà una provvidenziale fase di raccolto (Schemu) e otterremo diversi bonus e punti vittoria: quelli dei papiri, quelli positivi o negativi del tracciato del Duat, quelli dei contratti commerciali risolti, quelli dei nostri sarcofagi (punti dati dalle tessere Mastaba corrispondenti), quelli del tracciato Obelisco, nel tracciato delle Piramidi e nei bonus delle Piramidi delle Regine a seconda del posizionamento dei Permessi di Cheope! Infine ogni imbarcazione ci fornirà del pesce…
Che fatica essere Faraone!
Come si evince da questa sommaria e intensa carrellata, in Men Nefer le cose da fare, da tenere d’occhio, da studiare e pianificare sono semplicemente… una miriade!
La cosa interessante è che, dopo alcuni turni sinceramente sconcertanti, il meccanismo del gioco si avvierà come per magia e spariranno – del tutto o quasi – patemi o scricchiolii. Ogni azione inizierà ad avere un senso e la sensazione di progressione sarà davvero notevole e appagante.

La complessità del gioco risiede nella sua interconnessione: ogni azione influenza le successive, e la sensazione di fare “cose a caso” svanisce presto. Non esiste una singola strategia vincente ma molteplici percorsi che garantiscono partite sempre varie. Certo, il gioco è “faticoso”: tra intavolarlo e spiegarlo, soprattutto nelle prime partite, vi richiederà almeno 3 ore, soprattutto in 3 o 4 giocatori. Ma ne varrà la pena.
Egitto meraviglioso!
Men Nefer ha un pregio indubbio: riesce a trasmettere il fascino di tanti aspetti della cultura e della storia dell’Antico Egitto; svincolandosi dalle tante meccaniche, potreste davvero vivere e apprezzare alcuni degli aspetti più interessanti di questo affascinante popolo.
In aiuto a tali suggestioni accorre una produzione sinceramente eccellente; ai materiali abbondanti e ben curati, si affianca una grafica accesa e tutto sommato chiara, nonostante le molte icone. L’artista Laura Bevon ha scelto colori forti con un impatto allegro e tutt’altro che noioso.

La marea di token è ben realizzata. Le plance dei giocatori sono affollate ma coloratissime. Al tavolo spiccano i blocchi delle bianche piramidi, mentre più confusi sono i cartoncini dei manufatti con simboli davvero piccoli.
Il tabellone è splendido e il gioco, una volta intavolato, attirerà sguardi di ammirazione. Da notare che un lato del tabellone è interamente dedicato all’esperienza in solitaria, che consigliamo di provare.
Molto apprezzata la pagina extra dedicata al riepilogo delle icone; segnaliamo che è assente una carta riepilogativa: sarebbe stata utile sia per ricordare ai novizi le tre tipologie di azione, sia per ricordare a tutti i vari passaggi da effettuare al termine di un’era.
A parte questi difetti tutto sommato trascurabili, il gioco è sontuoso, curato da ogni punto di vista, ricchissimo in ogni sua parte. Rischia davvero, nonostante le difficoltà legate all’intavolamento e ad un primo approccio, di diventare un nuovo classico dei german per giocatori esperti.
Pro:
☝ Appagante, complesso, ma scorrevole
☝ Materiali e produzione eccellenti
☝ Un lato del tabellone dedicato al solitario!
Contro:
👇 Intavolarlo non è impresa da poco!
👇 Spiegarlo è un delirio





