Flick of faith: sfide divine

Non volevo assolutamente inventare nulla. Nessun titolo ad effetto o acchiappa click… basta il nome del gioco. Edito da Awaken Realms e in Italia grazie a Dal Tenda. Ideato da Pawel Stobieki, Jan Truchanowicz e Lukasz Wlodarczyk, da 2 a 4 giocatori, saremo nei panni di divinità annoiate che, a suon di schicchere della Madonna, (no, lei non c’è) saranno intenti lanciare sulla terra i propri profeti e accumulare più punti vittoria! Ovviamente bestemmiare è lecito e implicito. Ogni qual volta un vostro profeta andrà lungo gli dei si affacceranno dal cielo sopra di voi, garantito.

Rapidità come parola d’ordine. 

Dalla spiegazione delle regole al set up, fino al game play stesso, tutto sarà rapido ed indolore. Ognuno dei giocatori dovrà scegliere la propria divinità (casualmente scelta o meno, fate vobis) tra le 8 disponibili. Queste sono rappresentate da 4 cartoncini fronte retro sui quali sono illustrate e spiegate abilità e componenti di ognuna di loro. Abbiamo in ordine sparso:

  • Tyr/Freja (Blu)
  • Zeus/Themis (Viola)
  • Ra/ Anubi (Giallo)
  • Dagda/Morrigan (Verde) 

Ad ognuno di loro è associata un’abilità speciale oppure un set up leggermente diverso. In soldoni però ognuno farà le stesse cose. Ogni giocatore dovrà lanciare i propri profeti (dischi piccoli) all’interno di una delle 4 isole disegnate sul fantastico (Diooooo come scivola bene) tappetino in dotazione. All’interno delle isole sono poi disegnati altrettanti piccoli cerchi a rappresentare delle città. Qualora si riuscisse a far “atterrare” un profeta su una di queste il giocatore lo rimpiazzerebbe con un Tempio, ovvero il disco più grande in dotazione. Sarà difficile da spostare e vi farà schizzare fuori come nulla i profeti. Inoltre al centro della mappa è disegnato un piccolo cerchio a rappresentare un Vortice. Qualora si riesca a far toccare un profeta questo sarà rimosso dal suo proprietario (anche i profeti di altri giocatori subiranno stessa sorte) andando a consegnare 1 punto vittoria, al proprietario dei dischetti rimossi, per ogni presenza sulle varie isole. Riceverà inoltre 1 punto vittoria per il profeta rimosso. Vedremo più avanti il concetto di presenza.

La legge degli Dei. 

Vi pare che un Dio per di più annoiato non ci metta lo zampino? All’inizio di ogni round (qui chiamati Generazioni) andrà mischiato il mazzo di carte leggi. Di queste se ne pescheranno 2, posizionandone una sopra e una sotto, le si mostreranno e leggeranno a tutti, una volta recepiti i cambiamenti che questi apporteranno al round in corso o all’intera partita i giocatori voteranno quale delle due utilizzare. Come? Molto semplice (e suggestivo): pollice in su per la carta legge superiore, pollice in giù per quella inferiore. Bello no? Forse no ma mi entusiasmo con poco. La maggioranza vince e l’effetto si applica al round che inizierà.

Una volta lanciati tutti i profeti si passa al conteggio dei punti (qui chiamata fase adorazione… poi non ditemi che non è ambientato eh?). Si valutano 2 diversi casi:

  • Presenza : 1 punto vittoria per ogni isola su cui il giocatore che ha almeno 1 profeta o 1 tempio.
  • Predominio: 2 punti vittoria per ogni isola dove il giocatore ha la maggioranza di profeti+templi rispetto ad ogni altro giocatore

Tutto qui! Si fa una fase di pulizia dove ogni giocatore riprende i profeti ma non i templi, il token primo giocatore passa alla sinistra e si rimuovono le carte legge con effetto al solo round trascorso. Alla fine delle 4 (o 3 se giocate in 3) generazioni si calcola il punteggio.

Impressioni di settembre

A me il gioco garba tanto.  Stiamo parlando di un titolo in cui destrezza e l’abilità “balistica” ne sono perni centrali. Un controllo aree che fa dei materiali il suo forte: curati e belli a vedersi. Bello il game play nella sua immediatezza, la giusta dose di “tirella” e una scalabilità tutto sommato ottima. In 4 ovviamente ci si da più pizzoni sul grugno ma in 2 giocatori non sfigura anche se probabilmente non da il suo meglio. Bellissimi gli effetti delle carte legge che danno veramente quel qualcosa in più ad un “semplice” gioco di schicchere. La tematica si sente? Se prendiamo in considerazione le imprecazioni al tavolo (o le preghiere, perché no!) direi di sì! Io personalmente non do mai molto peso all’ambientazione quindi, come sempre, non faccio testo. Se avete giovani rampolli il gioco ve lo straconsiglio. Il prezzo lo trovo adeguato alla sua rigiocabilità e al tipo di gioco che è tranquillamente nella categoria dei family. Che dire: flick of faith è promosso. Una mezz’ora moltiplicata per le partite che farete in una serata che vi farà mettere da parte calcoli, calcoletti e calcolatrici. Piuttosto bevete del nettare degli Dei prima di schiccherare… basta che poi non guidate!

Si ringrazia Dal Tenda per la copia fornita e vi ricordiamo che per acquistare i vostri giochi vi consigliamo il nostro store di fiducia GET YOUR FUN

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