SCOPE U-Boot – Recensione

“Gli eroi sono uomini comuni che compiono azioni straordinarie in momenti straordinari”

SCOPE U-BootLo scenario della seconda guerra mondiale prevedeva l’utilizzo di innumerevoli strategie di battaglia, messe in campo dalle nazioni per poter fronteggiare al meglio le tattiche dell’avversario. Da questo presupposto, mentre gli alleati cercavano di mantenere l’iniziativa, il fronte tedesco mirava alla guerra lampo: operazioni incentrate sulla velocità di attacco mediante l’impiego di truppe meccanizzate e l’utilizzo dell’aviazione, isolando i territori attaccati. In questo frangente storico, il conflitto si spostava anche nel Nord Atlantico, dove i tedeschi cercavano di limitare i rifornimenti degli alleati provenienti dagli Stati Uniti fino in Europa. Le grosse navi da carico dovettero quindi tenere in considerazione una paura invisibile, capace di incutere timore al pari di uno squalo bianco in cerca di prede. Gli Unterseeboot, meglio conosciuti come U-Boot, si identificavano come i predatori perfetti per dare la caccia alle navi nemiche, capaci di spostarsi sotto la superficie e dotati di siluri ad aria compressa. Da questa premessa, Draco Ideas sforna il secondo capitolo (insieme a Stalingrad e Panzer) della trilogia SCOPE, con l’omonimo titolo dedicato ai sottomarini tedeschi: SCOPE U-Boot.

Titolo: SCOPE U-BootSCOPE U-Boot
Anno: 2023
Autori: Juan A. Nácher
Illustratori: Matias Cazorla
Editore: Draco Ideas
Editore italiano: Giochix
Genere: Wargame, Asimmetrico, Movimento nascosto
Numero Giocatori: 2
Durata: 15 minuti
Età: 14+
Longevità: Alta
Rigiocabilità: Alta
Livello di apprendimento: Medio
Dipendenza dalla lingua: Indipendente

Juan A. Nácher mette in campo un gioco da tavolo per due giocatori che simula il conflitto nell’Atlantico Nord orientale, impersonando gli alleati da una parte e i tedeschi dall’altra, tramite l’impiego di tattiche asimmetriche al fine di giungere alla vittoria.

Dentro il sottomarino

La scatola di SCOPE U-Boot si presenta minimale, piccolissima e portatile. Al suo interno è presente tutto l’indispensabile che con somma sorpresa è più di quanto sembrerebbe. Girovagando per la stiva troveremo:

1 Regolamento in italiano – 12 Carte Navi Alleate (63,5 x 88 mm) – 7 Carte Navi Tedesche (63,5 x 88 mm) – 35 Carte Mare (63,5 x 88 mm) – 6 Carte Fuoco (64,5 x 88 mm) – 4 Segnalini Siluro – 1 Segnalino Direzione Alleato – 1 Segnalino Direzione/Ping Tedesco

Le carte sono sprovviste di finitura in tessuto di lino, ma nonostante la mancanza di mescolamento, dovranno comunque essere manipolate frequentemente, quindi consigliamo di utilizzare le apposite bustine protettive.

SCOPE U-Boot
La scatola contiene solo un mazzo di carte e qualche segnalino, ma non bisogna lasciarsi ingannare.

Scenario bellico

Il conflitto ha bisogno di due schieramenti. Scelti i ruoli (o determinati casualmente), il tabellone di gioco verrà rappresentato da una griglia di carte Mare a seconda del contesto militare illustrato nel regolamento. Lo schema che comporrà lo scenario implicherà l’utilizzo di navi specifiche (per ciascun partecipante), nonché la dimensione del tabellone e i relativi punti vittoria da conseguire. Per le regole base, che include tre configurazioni differenti, ogni giocatore riceve i propri segnalini di fazione. Successivamente colui che controlla i tedeschi posizionerà, segretamente, i propri sottomarini sostituendo le carte corrispondenti sulla prima riga della griglia, rispetto alla propria posizione al tavolo.

Di conseguenza, l’avversario che controlla gli alleati comincerà a stabilire il posizionamento del convoglio, schierando le proprie navi sulle carte Mare nelle prime due righe del proprio lato. La preparazione della partita ha così termine, con una fazione avente le proprie navi visibili (Alleati) e gli U-Boot che saranno nascosti e agiranno sotto la superficie del mare. Ha dunque inizio il conflitto.

SCOPE U-Boot
Ogni scenario ha una configurazione specifica che determina la dimensione della griglia di gioco.

Alta tensione

Una partita a SCOPE U-Boot si articola in una serie di round fino a quando un giocatore non raggiunge il punteggio stabilito dallo scenario. Lo scopo di ogni sfidante sarà quello di affondare più navi possibili o U-Boot avversari per ricevere punti, in aggiunta, nel caso della fazione alleata, all’attraversamento delle navi mercantili, portando in salvo i rifornimenti. Prima di procedere alla spiegazione vera e propria del turno di gioco, sarà necessario qualche piccolo chiarimento sulla fisionomia delle carte. Ogni nave è caratterizzata dalla tipologia espressa in alto a sinistra, indicazione Nave Veloce (fulmine) e punti ricevuti nel caso venisse affondata. Per le regole base (spiegate subito sotto) non vengono utilizzate le statistiche poste nella parte inferiore delle carte, riguardanti la potenza di fuoco e armatura.

SCOPE U-Boot
Nella parte superiore della carta sono indicate le caratteristiche, quali tipologia, indicazione Nave Veloce (fulmine) e punti vittoria. La parte inferiore è dedicata alle regole avanzate.

Scelto lo scenario base e iniziando sempre dal giocatore tedesco, ogni turno è composto da due fasi:

  • Azione (P1): il giocatore corrente effettua una sola azione tra quelle a disposizione;
  • Siluro (P2): tutti i siluri lanciati nei turni precedenti avanzano sulla griglia sulla base della direzione indicata per il lancio. I siluri lanciati nello stesso turno non si muoveranno. Se la torpedine colpisce un’imbarcazione, questa affonda, oppure segue differenti regole specifiche per la nave.

Entrando più nello specifico della prima fase (P1), vi sono differenti azioni e il giocatore di turno può compierne solo una:

  • Movimento dei sottomarini (fazione tedesca): il giocatore sceglie un quadrante qualsiasi di quattro carte (2 x 2), le guarda segretamente e sceglie l’ordine in cui rimetterle coperte nello stesso settore. In questo modo può spostare furtivamente i propri U-Boot, oppure bluffare sulla loro posizione. Non è obbligatorio spostare i sottomarini, anzi è consentito il beneficio del dubbio;
  • Lancio dei siluri (fazione tedesca): viene rivelata la posizione attuale del sottomarino che procederà al lancio e il giocatore piazzerà il relativo segnalino Siluro sull’U-Boot, orientandolo verso una delle otto direzioni possibili (ortogonalmente o diagonalmente) in modo da indirizzarlo verso un tratto di mare specifico;
  • Movimento Navi Veloci (simbolo fulmine): il giocatore alleato sposta una sua carta, avente l’indicazione della nave veloce, sulla mappa di mare libera adiacente (ortogonalmente o adiacente) non occupata da un’altra nave. Il Cacciatorpediniere ha la facoltà di avere a disposizione un sonar e può guardare immediatamente la carta sotto di esso. Se risulta vuota la si rimette coperta nuovamente, mentre se si tratta di un U-Boot, quest’ultimo viene affondato immediatamente e rimpiazzato con una carta Mare (coperta);
  • Movimento Navi Lente: le navi sprovviste dell’indicazione Navi Veloci richiederanno tue turni per muoversi. Verrà posizionato il segnalino Direzione sulla nave (nella medesima modalità del Siluro) in modo tale da orientare la carta verso una direzione designata. La nave si muoverà in quella rotta all’inizio del turno successivo, prima di compiere l’azione ordinaria. Ovviamente se questa va incontro a un siluro, semplicemente verrà affondata, tranne nel caso in cui il missile abbia un’altra traiettoria differente. Inutile ribadire che lo spazio di mare dovrà essere libero da altre navi, altrimenti sarà impossibile spostarsi e il segnalino Direzione andrà comunque rimosso.

La seconda fase (P2) è dedicata alla gestione dei siluri. Tutti i siluri presenti nell’area di gioco, che non sono stati lanciati nel turno in corso, vengono spostati seguendo la loro rispettiva traiettoria. Se il missile incontra una nave avversaria, questa viene affondata e di conseguenza conservata dal giocatore per il conteggio dei punti vittoria. Nel caso in cui venisse colpita una Petroliera, non ci si limiterà solo al trofeo e non verrà affondata, bensì basterà girare la carta per ricordarci che l’imbarcazione è andata a fuoco, restando ancora in superficie. Questo aspetto modificherà la strategia, in quanto la Petroliera fornirà uno scudo per gli eventuali siluri in rotta di collisione. Ogni torpedine indirizzata verso la Petroliera esploderebbe senza farla affondare.

I turni dei giocatori si susseguono, alternandosi fino a quando non sarà decretato il vincitore. I punti vittoria saranno ripartiti in base alle navi nemiche affondate (e Petroliere in fiamme). In aggiunta, ogni Mercantile che riesce a consegnare i rifornimenti, superando la prima fila del giocatore tedesco, fornirà il doppio dei punti indicati sulla carta. Lo sfidante con il punteggio più alto vince la partita. In caso di parità, la vittoria è assegnata al giocatore Alleato.

SCOPE U-Boot
Strategicamente sarebbe meglio mandare in avanscoperta prima le navi veloci, tuttavia la posizione degli U-Boot sarà resa nota solo durante il loro attacco.

Affonda la flotta

SCOPE U-Boot è un gioco competitivo puro per soli due giocatori. Gli sfidanti simulano il conflitto della seconda guerra mondiale in maniera scacchistica e strategica, dove l’asimmetria si combina con la tattica. Tramite il solo utilizzo delle regole base, il gioco offre una rigiocabilità altissima intervallata da sporadiche paralisi al tavolo. Ogni partita assume connotati differenti, capaci di alternare momenti di tensione a una sconfitta per errata valutazione. Il minimo errore può compromettere la vittoria. Per questo motivo è consigliato familiarizzare con i primissimi scenari al fine di comprendere appieno la profondità delle meccaniche. Stiamo parlando di un gioco immediato, facile da spiegare e che conta un numero limitato di regole, che però vengono rimpolpate man mano che si decide di alzare il livello di complessità.

Una Petroliera è in fiamme. Fornirà una protezione per le navi vicine, o forse no…

Per questa ragione, si potrebbe accostare SCOPE U-Boot alla Battaglia Navale di datata memoria, quasi fosse una naturale evoluzione. Tuttavia, nella piccola scatola c’è molto di più di quanto non ci si aspetterebbe. Superato lo scoglio delle prime schermaglie, ci si accorge di aver voglia di una sfida maggiore. Inizialmente le strategie potrebbero essere molto simili, con i sottomarini (guai a chiamarli sommergibili) che tentano il movimento nascosto, scivolando addirittura sotto le navi avversarie e le Petroliere usate come scudo per eventuali siluri. L’accuratezza è appunto la gestione degli armamenti, ricordando che solo due torpedini possono essere lanciate e fino a quando non ci sarà esplosione (o l’uscita dalla mappa) non si potranno riutilizzare.

I sonar dei Cacciatorpediniere diventeranno utili per sondare la porzione di mare sottostante e cercare di individuare il predatore. D’altra parte, il meccanismo di bluff funziona egregiamente. Il giocatore tedesco, invero, dovrebbe possedere più memoria cognitiva in quanto i suoi sottomarini non sono visibili e dovrà ricordarsi la loro posizione. Scegliendo l’azione di movimento sarà in grado di confondere l’avversario scombinando quattro carte di un settore, dove non necessariamente saranno presenti i suoi U-Boot. Al contempo però bisognerà tenere bene a mente la reale posizione dei sottomarini e la strategia da attuare. Insomma le prime partite saranno un tripudio al teorema scacchistico. Una volta terminata la schermaglia, viene subito voglia di rimettere nuovamente in scena il campo di battaglia. Questo è dato dalla durata contenuta delle partite, dove dopo 15 minuti ci si rende conto di aver dato tutta la propria maestria strategica, nel bene o nel male. Ma le sorprese non finiscono qui.

SCOPE U-Boot
Il siluro è partito, sanno dove sono, ma il Mercantile è spacciato sicuramente…

Minimo sforzo, massima resa

Lo scafo interno, ops, la scatoletta che accoglie le carte e i materiali sembrerebbe contenere anche lo snorkel, in modo da respirare sott’acqua. All’interno vi è inoltre un regolamento striminzito che contiene tutte le informazioni per cominciare a giocare in poco tempo. Le illustrazioni e gli esempi aiutano a comprendere i meccanismi di SCOPE U-Boot e strutturalmente è pensato per favorire una graduale curva di apprendimento che, inversamente proporzionale al tema, tende a salire progressivamente. Gli U-Boot nella seconda guerra mondiale non erano così veloci come abbiamo visto fino ad ora in gioco, bensì avevano delle limitazioni operando sott’acqua. Da questo punto di vista, basta introdurre le regole avanzate per aggiungere ulteriori meccaniche. Viene così modificata la velocità degli U-Boot, assimilando lo stesso meccanismo del movimento delle Navi Lente e apponendo tra le quattro carte rimescolate un segnalino Ping. Quest’ultimo simula realmente l’eco sui sonar o a causa di un termoclino. Per bilanciare questa situazione, dove il sottomarino impiegherebbe un turno in più per il movimento completo, i Cacciatorpediniere userà distintamente per turno il sonar (girando una carta adiacente), oppure le bombe di profondità (voltando di consueto la carta sotto la nave per verificare la presenza di sottomarini).

SCOPE U-Boot
Cosa ci sarà sotto il Ping?

Proseguendo verso la via del conflitto bellicoso, vi è la Guerra di Superficie. Ebbene sì, i sottomarini possono riemergere e attaccare con la propria potenza di fuoco. Grazie a queste regole aggiuntive, si aggiunge un’ulteriore fase al turno (P3), dedicata proprio al combattimento in superficie. Nonostante il lancio di siluri, a pelo d’acqua, da parte di U-Boot e Cacciatorpediniere, la nuova meccanica di gioco introduce le statistiche inferiori delle imbarcazioni dedicate alla potenza di fuoco e armatura. La prima indicherà la distanza (espressa in carte mare) della nave da colpire, mentre la seconda determinerà il numero di danni che può subire prima di affondare. A determinare l’esito del combattimento vi si introdurranno le Carte Fuoco, sulla base della distanza necessaria. La disputa sarà ineluttabilmente simultanea, anche se una delle due navi dovesse affondare per prima. A turno, ogni giocatore preparerà la mano col numero di carte corrispondenti e le mostra, coperte, all’avversario che ne sceglierà casualmente una. Le carte Mancato non avranno effetto, quelle Colpito, beh… BOOM Shakalaka! (scusate, non ho saputo resistere, ndr).

In base alla distanza della nave da attaccare, viene preparato il mazzo delle Carte Fuoco.

Fine del conflitto?

Siamo giunti al termine? Assolutamente no. Per aggiungere ulteriore pepe alle partite, vi sono anche i Rinforzi che incrementano ulteriori tipologie di imbarcazioni e tattiche differenti. Ogni fazione avrà a disposizione ulteriori strategie di combattimento tra cui anche il supporto aereo e l’impiego delle Portaerei per gli Alleati. Dall’altra parte vi saranno le Corazzate, più resistenti, oppure gli S-Boot con maggiore velocità di movimento. Insomma, tutto diventa l’apoteosi di un parco giochi bellico, condito da ulteriori scenari alternativi da mettere in campo.

Ogni fazione potrà contare su navi differenti.

SCOPE U-Boot stupisce per la sua modularità nel configurare scenari militari, a stampo marittimo, che parte come una semplice evoluzione della Battaglia Navale e si conclude con un wargame di soddisfazione assoluta. Questo permette di familiarizzare con le regole base per poi gradualmente accentuare il livello di sfida, dove entrambi i contendenti si affronteranno partita dopo partita all’insegna della migliore strategia. Nonostante l’introduzione delle nuove varianti, le dispute non ne risentono in pesantezza o tempi morti, configurando lo scenario in pochi minuti e riponendo il materiale nella scatola in altrettanto pochissimo tempo. Malgrado le dimensioni ridotte di quest’ultima, per un gioco di questa portata, l’ergonomia non è altrettanto risicata, anzi c’è bisogno di un po’ di spazio per poterlo intavolare. Non stiamo parlando di un eccessivo carico sul piano, ma non è un titolo adatto al poco spazio. Il regolamento, grazie a Giochix per la localizzazione italiana, non risente di sbavature (a parte per un paio di refusi assolutamente ininfluenti al fine della comprensione) e risulta strutturato nella maniera migliore per la fruizione delle regole. Tuttavia, l’unico limite è la scalabilità inesistente, visto che si tratta di un’esperienza competitiva per soli due giocatori. SCOPE U-Boot è orientato agli amanti della strategia bellica che in una piccola scatolina raccoglie tutto il necessario per tantissime ore di arrovellamento mentale, sostituendo la classica manovra scacchistica alla ludica guerra psicologica che viaggia sotto la superficie del mare.

Curiosità
L’Unterseeboot era denominato “battello sottomarino”. Si diversificava dal classico sommergibile per via della dimensione e potenza che lo rendono un mezzo da combattimento sottomarino completo. L’impego del Codice Enigma da parte dei tedeschi favorì la nascita della futura Macchina di Turing.


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