Love Letter – Principesse, lettere d’amore e mi’madre

Grande festa alla corte di Fra…di Spa…del Bel…Svez…vabbè, in qualche corte morta e sepolta secoli fa.

Attenzione: presenza di linguaggio romanesco.

Perdonami lettore caro, se sei sensibile non proseguire. Se sei forte di stomaco invece ti ho facilitato mettendo in corsivo tutte le parole strane. Traducile a piacimento. Vai a sentimento.

La trama: Postini medievali. Ognuno di noi avrà il compito di recapitare alla Principessa le proprie missive d’amore.

Questa è tutta, e mi sono pure dilungato, la sceneggiatura di Love Letters, oggi protagonista della rubrica Gioco col tavolo. Gioco di carte da 2 a 6 giocatori edito in Italia da Asmodee e basato su una meccanica di deduzione. Dieci personaggi rappresentati su ventuno carte di gioco dove, grazie alle loro abilità, dovremmo rimanere gli unici pretendenti al tavolo entro la fine del mazzo oppure, quelli con la carta con il valore più alto se, a fine mazzo, si resta in più di uno.

Faaaaacileeee!

Gioco smart, veloce e tutt’altro che amichevole. Quella che mi appresto a descrivere è una situazione reale, vissuta l’estate appena trascorsa, che dimostra come questo sia un gioco assolutamente per tutti…o quasi.

I contendenti al tavolo andavano dai trentatré ai settant’anni. Per prima cosa spiego il gioco e facciamo subito una prima mano di prova a carte scoperte. Alla domanda “avete capito” tutti annuiscono. Seconda mano, questa è gara, si parte e mi’ madre decide di giocare ancora a carte scoperte. (aridaje)

A monte!

Terza mano (mo si fa sul serio) e mi’ madre, sempre lei, decide di giocare finalmente a carte coperte però, siccome non ce vede da vicino, le posiziona coperte a un metro da lei così le possiamo vedè mejo tutti. Quarta mano se gioca a carte coperte e con mia madre che porta a letto mi nipote. A , te vojo bene pure un po’ de più oggi a ripensacce solo per il fatto che ti cimenti.

Mia zia, che segue sempre la mia rubrica su Facebook “compro, spendo e vinco cor quasi”,  capisce subito che oggi è terreno fertile, così  piazza du’ round vincenti nei primi quattro turni. Mi’ sorella entra nella meccanica e comincia a eliminarmi puntualmente ad ogni round, io e Michele (mio cognato, fedele sempre in tutte le nostre sconfitte seriali) commentiamo l’8 a 2 del Bayern Monaco…tanto che giocamo a fa’ ? Poi c’è Lillo che a settant’ anni ha i guizzi dello scafato giocatore di Poker. Bluffa intuisce, smadonna però… però alla fine ariva sempre a giocarsi la mano e poi vince pure i tre sigilli portando a casa pure la partita. Ora, tutto bello. Io ormai sono abituato a raccogliere sconfitte come la signorina De Cecco raccoglie grano dal 1886. Perde contro un over 70 è solo un’altra medaglia di cui vado fiero.

Però mi chiedo:

Se tocca portà le lettere alla Principessa e tu, editore, mi metti tra i personaggi uno che denomini Principessa, noi, visto che al momento che viene scartato il gioco comunque procede…a chi ca… a chi diamine le portamo ‘ste benedette lettere?

…poi uno dice che non sente l’ambientazione…

Vero?

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