IdeaG 2020 – Report

Ed eccoci al report completo di IDEAG 2020, la grande manifestazione Italiana dedicata agli autori di giochi da tavolo! E’ il secondo anno di fila che partecipo come autore a quest’evento, in cui si ha la possibilità di fare testare i propri prototipi a giocatori ed editori, e conoscere molti professionisti del settore. Anche quest’edizione si è svolta all’interno di 2 grandi sale del bellissimo Hotel San Marco di Ponte Taro, in provincia di Parma.
Ma prima un po’ di storia su IDEAG!

IDEAG è una serie di manifestazioni senza scopo di lucro, organizzata in varie città Italiane, dedicata agli autori di giochi da tavolo. E’ un’importante occasione per eseguire playtest sui giochi ed ottenere feedback, esporre le proprie creazioni agli editori e conoscere affermati professionisti del settore dei giochi da tavolo.
Il primo evento fu nel 2005 a Piossasco (TO), grazie ad un’idea di Walter Obert, ed è restato il più importante fino al 2016; Dal 2017 l’evento nazionale si è spostato a Ponte Taro (PR), e la gestione dell’evento è passata nelle mani di SAZ Italia: l’associazione internazionale degli autori di giochi da tavolo. Lo scorso anno sono stati organizzati 19 eventi, che hanno avuto luogo soprattutto nelle città del nord Italia.

L’edizione nazionale di quest’anno, che si è svolta il 18 e 19 gennaio, ha visto la partecipazione di circa 200 autori e 370 prototipi.
Rispetto alla scorsa edizione, gli autori hanno avuto un tavolo disponibile solo in uno dei due giorni di manifestazione. Le iscrizioni sono state così tante che non è stato possibile accontentare chi voleva esporre in entrambi i giorni. Io avevo il tavolo disponibile il sabato, giorno che di solito è di maggiore affluenza durante le fiere.

In entrambi i giorni la partecipazione del pubblico è stata elevatissima, con la maggior parte degli 85 tavoli sempre pieni di giocatori durante gli orari di punta. Erano presenti tantissimi importanti autori, youtubers, bloggers, marketing managers e product developers.
Gli editori erano veramente tanti ed alcuni presenti in team da 3-4 persone: 3 Emme Games, Asmodee, Board and Dice, Clementoni, Cranio Creations, dV Giochi, GateOnGames, Ghenos Games, Horrible Guild, Ludus Magnus, Mancalamaro, MS Edizioni, Pendragon, Playagame Edizioni, Red Glove, Studiogiochi, Thundergryph Games, XVgames.

Tra i seminari in programma ho potuto partecipare a quello dal titolo “Farlo di lavoro. Quando il game design diventa professione”, con Francesco Berardi, Martino Chiacchiera, Hjalmar Hach e Dávid Turczi. Il panel è stato estremamente interessante, i 4 autori hanno parlato di vari aspetti legati alle loro carriere ed al mondo del game design: da come e quando è diventata per loro una professione, agli aspetti di game design più difficili che hanno incontrato fin’ora, dai giochi da tavolo sviluppati in cooperazione con altri autori, fino alle varie mansioni che possono essere eseguite all’interno di una casa editrice.

Sul lato personale la fiera è andata decisamente meglio rispetto all’anno scorso, avendo sia un anno d’esperienza in più in game design che conoscendo meglio come “muoversi” prima e durante la fiera.
Molto bene è andato il playtest del mio gioco di deduzione Unsolved Crimes, che ha suscitato un’ottima attenzione da parte del pubblico per via dell’interesse intorno a questa categoria di giochi, e su cui ho ricevuto degli importanti feedback per affinarlo ulteriormente.
Quest’anno ho avuto il piacere d’ospitare più di un editore al mio tavolo e sono abbastanza fiducioso sulla qualità di alcuni miei prototipi, in chiave di una futura pubblicazione.
Alcuni editori con cui mi ero accordato per dei playtest purtroppo non sono riusciti a passare al mio tavolo, ma vista l’enorme quantità di prototipi disponibili ed il poco tempo di durata della fiera (perchè 2 giorni letteralmente “volano”), è perfettamente comprensibile. Vediamo se riuscirò ad incontrarli in un prossimo evento.

Per quanto riguarda i playtest dei giochi dei miei colleghi, ho potuto provare soltanto una decina di giochi, che sono molto meno di quanto avrei voluto! Anche quest’anno ho visto un’elevata qualità dei prototipi, molti di quelli provati hanno ottime potenzialità. Uno di quelli che mi è piaciuto di più è Operazione Budapest, un cooperativo basato su una storia vera di opere d’arte rubate risalente al 1983.

Un ringraziamento speciale lo rivolgo agli autori Marta Bruckmann ed Andrea Sbragia, che gentilmente si sono resi disponibili a lasciarmi il loro tavolo nella mattina di domenica, in orari in cui non erano presenti.

E per questa IDEAG è tutto, ci vediamo alla prossima edizione!

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