Recensione – La vita di Gesù (Le 7 Famiglie)

INTRODUZIONE
Della vita di Gesù, credenti o meno, tutti ne sappiamo qualcosa, sia chi è religioso e la domenica va a Messa, e sia chi non lo è perché magari ha visto qualche film (Mel Gibson docet!).
Quello che forse si vede poco in giro è proprio un gioco da tavolo che parlasse della vita del profeta più famoso del mondo.
Prima di esaltarci pensando di lanciare dadi o di piazzare omini, il gioco si rivela come un family game a tutti gli effetti e dell’accanimento alla ricerca della vittoria non ne fa il suo cavallo di battaglia.

SPECIFICHE
⏳ | 20-30 minuti
👥 | 2 a 6 giocatori
👪 | 4+⠀
🖋 | Giochi Briosi

COMPONENTI E SETUP
La scatola con un’illustrazione molto carina, contiene un mazzo di 45 carte e il regolamento (tradotto in 5 lingue). Le carte sono divise per “famiglie”, ovvero per caratteristiche che riguardano la vita di Gesù appunto ( le parabole, i nomi, l’ultima cena, i simboli, gli amici di Gesù e i luoghi ). Lo scopo, infatti, è proprio quello di ricomporre più famiglie possibili.

IL GIOCO
La partita è molto semplice e il setup ancora di più: si distribuiscono 7 carte a tutti, insieme alle 3 carte con la scelta dei soggetti, messi alla rinfusa, che compongono le famiglie (sul tavolo scoperte). Se i giocatori sono meno di 6, le carte rimanenti vengono poste al centro del tavolo coperte.
I giocatori dovranno ricomporre le 6 carte che costituiscono la stessa famiglia (questa è formata da carte che hanno lo stesso colore e argomento; es. famiglia dei nomi = carte blu ). Per fare questo un giocatore nel proprio turno deve indovinare quali sono le 6 carte che formano la famiglia in base alle carte “scelta” poste sul tavolo; in seguito chiede ad un altro giocatore se ha una carta della famiglia che intende ricomporre; se questi ce l’ha, gliela consegna, altrimenti pesca dal mazzo sul tavolo. La partita continua più o meno così, fino a quando non ci sono più carte da pescare o quando sono state ricomposte tutte le famiglie. Vince chi ne ha completate di più.

CONCLUSIONI
Ebbene si, il gioco è finito! Tutto qui?, potrebbe obiettare qualcuno (il lanciatore di dadi o il piazzatore di meeple seriale di cui sopra! ). Si, tutto qui, se lo si prende per quello che è, e cioè un gioco per famiglie…..cristiane, tra l’altro! (non vedo possibili atei giocarci, ma non si sa mai, un miracolo di Gesù può sempre esserci!). Si deduce un livello di gioco molto semplice con una forte interazione dovuta allo scambio delle carte tra tutti i giocatori. Da non sottovalutate il fattore tattica e strategia, perché anche se il gioco è all’apparenza molto accessibile, possono venir fuori tecniche di osservazione e memoria delle carte proclamate, che risultano essere vincenti alla fine della partita. Carina invece l’ambientazione, chiamiamola così, che, aiutata da una grafica con icone disegnate, illustra la vita di Gesù partendo dai diversi suoi nomi, passando per le parabole, fino ad arrivare ai miracoli. Non so invece quanta rigiocabilità possa avere un gioco del genere….probabilmente fino a che non si hanno memorizzate tutte le famiglie!
Per quanto riguarda la scalabilità, le partite variano molto a seconda del numero di giocatori: in 2, ci ritroveremo verso metà partita, con molte carte in mano e forse nessuna famiglia completata; in più giocatori la partita scorre meglio e si intuiscono con più facilità le famiglie che ogni giocatore sta ricostituendo, potendo anche, volendo, ostacolare il gioco degli altri.
I materiali e il regolamento sono ridotti all’osso, ovvero un mazzo di carte e una carta stessa fronte-retro come regolamento. Il gioco, nella sua semplicità, ha un aspetto educativo, in ambito religioso; immagino famiglie con figli e nonni a giocare e ad imparare con loro giocando. Tra l’altro il gioco prevede una variante con bambini da 4 a 6 anni, i quali giocano con i numeri presenti sulle carte, rendendo più semplice per loro ricomporre lefamiglie. Per i bambini, infatti, può essere un gioco di memoria ricordarsi quali famiglie si approcciano a ricomporre gli altri per adeguare la propria. Infine, poichè è un gioco per famiglie, si presta meglio a essere giocato con più persone, assicurando risate e divertimento. Forse sarebbe stato meglio scrivere le carte “scelta” divise per famiglia, rendendo più agevole la creazione delle stesse anche a chi è meno ferrato sulla Bibbia. Infatti la conoscenza di questi elementi, alle prime partite, potrebbe avvantaggiare chi ne sa di più.
Un gioco cattolico insomma, ma che potrebbe divertire anche l’ateo più ostinato!!!

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