CARNUTA – Pentole e pozioni, ingredienti e rune!
Con Carnuta, Repos Production e Asmodee propongono un titolo che si inserisce nel filone dei filler strategici moderni: regole snelle, durata contenuta e una struttura pensata per offrire ritmo e scelte interessanti fin dal primo turno!
Info tecniche
✎ Yohan Goh, Hope S. Hwang, Gary Kim
🎨: Davide Tosello – @davide_tosello_art
👌: Età: 10+
🐾: 2-4
⏳: ’25
🔩: Asmodee Italia @asmodee_it
4 azioni per 8 ingredienti!
Alla base dell’esperienza troviamo un impianto estremamente lineare: nel proprio turno si selezionano due azioni tra quattro disponibili.

Ciascuna di esse si inserisce in un sistema di “dipendenze” che obbliga il giocatore a pianificare con attenzione…
- Prendere carte dal mercato comune significa ampliare le possibilità, ma anche accettare una componente di incertezza. Le carte rappresentano il cuore del gioco, ma senza le rune per poterle giocare… restano in attesa di uno scopo. E non se ne possono avere più di tre in mano…
- Giocare carte è il momento in cui la strategia prende forma: ogni carta richiede combinazioni specifiche di rune e contribuisce alla costruzione di sinergie, spesso cumulative. È qui che si percepisce maggiormente la componente di ottimizzazione. Ogni giocata muove il nostro segnalino: non potremo giocarne più di 11 o 12! Attenzione agli sprechi!!!
- Ottenere rune introduce il livello di gestione risorse semplice ma non banale. Le rune sono valuta e vincolo in quanto gli spazi sono limitati e occorre pianificare la propria strategia.
- Modificare le rune aggiunge flessibilità, ma al costo di tempo e opportunità. È un’azione che non produce valore immediato, ma è fondamentale ai fini di giocare le carte più potenti!

Gli 8 ingredienti in gioco, suddivisi tra quattro “diurni” e quattro “notturni”, si combinano tra loro nel più classico dei set collection, andando a farci collezionare preziosi punti partita se ben ottimizzati!

Nel suo flusso di gioco semplice e veloce – molto gratificante, non c’è nulla da obiettare – Carnuta non disperde mai l’attenzione del giocatore: tutto ciò che accade è riconducibile a queste scelte fondamentali. Ed è proprio questa chiarezza a rappresentare uno dei suoi maggiori punti di forza.
L’obiettivo di un druido!
Al tempo stesso è un gioco sostanzialmentte “chiuso” nel suo sistema. Le decisioni sono sempre leggibili, le opzioni ben delineate, ma manca un elemento di rottura, qualcosa che introduca variabilità esterna o tensione condivisa tra i giocatori.
In particolare, si avverte l’assenza di obiettivi comuni o dinamiche globali che possano influenzare il corso della partita.

L’esperienza resta quindi fortemente individuale: ogni giocatore costruisce il proprio percorso di ottimizzazione, osservando gli altri più per adattarsi che per interagire realmente.
La competizione esiste, ma si manifesta soprattutto in modo passivo — nella sottrazione di carte o segnalini bonus — senza mai trasformarsi in pressione diretta o in conflitto strategico.
L’introduzione di obiettivi condivisi, anche semplici, avrebbe probabilmente aggiunto un ulteriore livello di profondità, creando momenti di competizione esplicita e permettendo al tempo stesso di diversificare le strategie e aumentare la tensione al tavolo…

Gli autori hanno preferito una strada controllata e coerente, rapida ed elegante. La costruzione delle combinazioni, il corretto utilizzo delle rune e il timing delle giocate restituiscono una sensazione costante di progressione. Ma si tratta di meccanismi già visti tante volte, pensiamo a Castle Combo.
Le mie rune sono bellissime!
Dal punto di vista produttivo, il gioco si presenta con la solidità tipica delle produzioni Repos: componenti funzionali, iconografia chiara e una direzione artistica coerente con il tema druidico, pur senza cercare effetti spettacolari.

Il cuore della componentistica è rappresentato dalle carte, che risultano di buona qualità: la grammatura è adeguata a un uso frequente e la finitura consente una buona scorrevolezza durante la partita. Considerando che vengono manipolate continuamente — tra pesca, gestione della mano e costruzione della propria area — reggono bene l’usura, anche se i giocatori più attenti potrebbero comunque valutare l’uso delle bustine.
Dal punto di vista grafico, le carte svolgono un doppio ruolo: evocativo e funzionale. Le illustrazioni dedicate agli ingredienti sono molto carine, così come le plance dei quattro druidi; è soprattutto l’iconografia a convincere. I simboli sono chiari, leggibili e, dopo pochi turni, permettono di “leggere” le carte al volo, senza alcuna difficoltà.
Questo aspetto è fondamentale in un gioco basato su combinazioni rapide, perché riduce i tempi morti e mantiene fluido il ritmo.

Le rune — elemento centrale del sistema — sono ben realizzate e sembrano vere! La scelta di renderle immediatamente riconoscibili (anche quando modificabili o convertibili) aiuta molto nella gestione visiva della propria riserva. Per un titolo in questa fascia di prezzo, i componenti sono davvero approvati: pratici, chiari e coerenti con il design del gioco.
Anche la disposizione sul tavolo merita una menzione. Carnuta cresce in ciascun tableu in modo ordinato: la propria area di gioco si sviluppa progressivamente senza diventare caotica, e questo contribuisce a mantenere sempre sotto controllo la situazione.
È un dettaglio non banale, perché rafforza quella sensazione di “sistema pulito” che il gioco vuole trasmettere.

In conclusione, Carnuta è un gioco molto riuscito, elegante e controllato, che riesce a offrire profondità all’interno di una struttura estremamente compatta.
Le quattro azioni rappresentano un sistema chiuso ma ben oliato, capace di sostenere partite rapide e soddisfacenti.
Resta però la sensazione che manchi un piccolo elemento di discontinuità — come obiettivi comuni o eventi condivisi — che avrebbe potuto elevare ulteriormente l’esperienza, rendendola meno solitaria e più dinamica.
Un filler adatto a tutti i tipi di giocatori, soprattutto consigliato a chi apprezza i giochi di ottimizzazione pura; meno a chi cerca interazione marcata o variabilità spinta (e ovviamente un peso diverso dal punto di vista della difficoltà).
Pro:
☝ Regolamento snello, poche azioni e tanto ritmo
☝ Scala bene e ogni partita ha una durata perfetta
☝ Produzione e illustrazioni ottimi
Contro:
👇 Interazione indiretta; l’introduzione di obiettivi comuni avrebbe aumentato rigiocabilità e divertimento
👇 Tema di contorno, carino ma abusato





