The Necronomicon Gamebook: Dagon – Recensione

“Dio mio, quella mano! La finestra! La finestra!”

DagonAlzi la mano chi non ha mai sentito parlare del Necronomicon. Negli anni si son susseguiti, tramite differenti media, innumerevole trasposizioni partorite dalla mente di Howard Phillips Lovecraft. Lo scrittore di Providence è una miniera d’oro per quanto riguarda la creazione di mondi paranormali e creature mitologiche. L’immaginario collettivo si è arricchito tramite i suoi racconti e quel suo tocco misterioso, capace di tramutare una leggenda in realtà. Oltre alle varie opere cinematografiche e videoludiche, anche la sfera dei giochi da tavolo ha espanso il contesto narrativo di Cthulhu a una vera e propria legione di titoli annessi, sfruttando il fascino oscuro e soprannaturale donato dagli esseri millenari che dimorano sotto il pianeta. Dalle Montagne della Follia siamo lontani anni, ma i Miti restano ancora ancorati a quella seduzione immortale che riecheggia attraverso i portali di R’lyeh. Mediante quello squarcio è possibile intravedere Innsmouth, dal promontorio di Kingsport, città desolante soffocata dalla nebbia e lambita dalle acque. Da qui scaturisce l’opera di Valentino Sergi, avente la forma di un’esperienza letteraria, quale librogame, da affrontare in solitudine, nella penombra e vivendo il destino del nostro alter ego immaginario, pagina dopo pagina prima di concludere The Necronomicon Gamebook – Dagon.

Le Terre del Sogno

The Necronomicon Gamebook – Dagon è un compendio narrativo formato, in totale, da novanta paragrafi e prima di addentrarci nel tenebroso mondo di Lovecraft occorrerà una piccola premessa. Il volume, dalla copertina morbida, fa già presagire il contesto delle vicende rievocate, ma al contempo si propone di rivisitare tre opere dello scrittore: Dagon, Il rituale e Il segugio. Non è strettamente necessario averle lette o presupporre una conoscenza approfondita: il librogame è godibile al netto della suddetta comprensione dei testi.

Le pagine iniziali ci introducono al sistema di progressione del personaggio, con un diario dove annoteremo l’equipaggiamento necessario allo svolgimento dell’avventura, nonché il grado di follia che si insinuerà sotto la pelle, oltre alla nostra robustezza (vigore), sanità mentale (volontà) e costituzione (resistenza). Nel corso dell’esperienza ci imbatteremo in scelte da dover effettuare, in concomitanza a prove da superare, onde evitare ripercussioni poco piacevoli che interromperanno il cammino verso l’abisso.

Dagon
Bisogna ricordarsi di stampare qualche copia in più del diario, in modo da poter rigiocare l’avventura più volte. Tramite il digital pack è possibile scaricare il materiale stampabile e usufruire di una traccia audio dedicata.

Sopravvissuto a un attacco provocato da corsari tedeschi, ci addentreremo nei meandri di Kingsport, città spettrale permeata dallo stile gotico, alla ricerca di informazioni circa lo strano rituale di Yule, impedendo alla follia di dilagare nella nostra mente e al tempo stesso cercando di non impazzire a causa degli orrori incontrati durante il cammino. Con il dipanarsi delle ombre, tutto comincerà ad avere un senso, seppur macabro. Armati di matita e dado, ci faremo largo attraverso i deliri e le cavità oscure che il librogame ci porrà dinanzi. Sostanzialmente dovremo iniziare con un determinato valore di vigore, volontà (la cui somma dovrà essere sei) e resistenza (dieci). Sul nostro diario appunteremo gli oggetti di partenza (per un massimo di cinque), dollari e munizioni da trasportare. Ciascun equipaggiamento ci fornirà dei bonus da aggiungere al tiro di dado, necessario alla prova da superare. Ne consegue che il fato decreterà il nostro futuro, con risvolti spesso negativi e nefasti, ma la speranza ci aiuterà a non demordere mai.

Dagon
La mappa di Kingsport ci aiuterà a trovare più facilmente i riferimenti descritti nel libro.

Il bivio

Lungi da me far trasparire il minimo dettaglio per il malcapitato spoiler, in Dagon vi è insito un interessante sistema di combattimento. Per non spezzare la tensione e il climax che si viene a instaurare tra il lettore e il manoscritto, l’espediente utilizzato funziona ed è immediato. Basterà annotare sul diario, nella sezione dedicata allo scontro, il nostro vigore totale dato dalla somma del valore presente sulla scheda personaggio in aggiunta al tiro del dado e al bonus donato dall’arma utilizzata (modificabile dopo ogni turno di combattimento). Lo stesso faremo per gli attributi del nemico, specificato da apposito prospetto presente durante il suo incontro. L’esito dello scontro sarà decretato dalla Tabella del Confronto, dove la differenza tra le due caratteristiche (vigore) attribuirà i punti ferita, aggiornando di conseguenza la resistenza di entrambi i contendenti. In alcuni casi si potrà fuggire, vista l’enorme differenza fisica e mancanza di bonus appropriati, in altri invece vigerà il combattimento all’ultimo sangue, ripetendo il procedimento.

Un esempio per evidenziare le caratteristiche del nemico da annotare sulla Scheda di Combattimento.

Durante la nostra discesa verso l’oblio, sarà possibile interagire con personaggi, recuperare oggetti e perfino riposare facendo visita ai Reami del Sogno. Seppur ripristinando la propria resistenza, sulla base della nostra follia si potranno incontrare orrori che sarebbe meglio lasciar riposare: non si tratta di una mera passeggiata onirica, soprattutto in fase avanzata del racconto. Man mano che la storia si districa, avremo a disposizione anche una serie di finali a seconda delle scelte effettuate in precedenza, nonché il ritorno verso aree già visitate per intraprendere un altro percorso alternativo (o per errata valutazione). Inutile rimembrare che scelte avventate possono compromettere esiti positivi. Da questo punto vista, non si tratta di accettare la disfatta, con ciò che ne consegue, ma nella maggior parte dei casi una vera e propria dipartita.

Dagon
Tenere sotto controllo la follia, prima di entrare nelle Terre del Sogno, è sempre una scelta saggia.

Buona la prima?

Affrontare gli orrori di Dagon richiederà, in media, sessanta minuti (potrebbe durarne anche una manciata). Il ritmo è incalzante, intervallato da qualche momento di calma apparente, prima di rituffarsi nuovamente dei deliri e mostruosità di ogni sorta. Una volta terminata l’avventura, in un modo o nell’altro, sarà possibile ricominciare per provare a ricostruire tutta la lore che ruota attorno alla città di Kingsport e al destino del nostro alter ego. Ci saranno personaggi nuovi da incontrare, creature millenarie dalle quali fuggire ed esseri soprannaturali da fronteggiare. Taluni ritrovamenti gioveranno alla sanità mentale, così come sarebbe più opportuno lasciare strani tomi nelle tenebre, con la curiosità che spesso è cattiva consigliera.

Dagon
Ogni tanto il dado ci è amico, nonostante il Segno degli Antichi…

The Necronomicon Gamebook – Dagon intrattiene, concentrando i concetti delle tre opere originali all’interno di un unico testo e amalgamando le vicende in un intreccio narrativo ricco di suspense. Le pagine sono intrise di quell’atmosfera tipica lovecraftiana e l’ansia di conoscere il prossimo avvenimento è solo smorzata da qualche rumore esterno alla nostra stanza. Non ci saranno scene cruente o al limite del raccapricciante, ma l’immaginazione è ciò che separa la realtà dalla fantasia. Nonostante la buona trama che lega insieme ogni vicissitudine e la tentacolare Kingsport immaginaria che trasuda mistero in ogni vicolo, non è tutto perfetto. A parte un piccolo errore di battitura, mi sono ritrovato in un loop temporale che mi ha strappato dall’ambientazione e riportato in stanza. Non parliamo di sezioni dedicate al backtracking, dove tornare sui propri passi e visitare zone già saccheggiate potrebbe rivelarsi utile per cambiare i propri piani, si parla proprio di un ciclo infinito dove le stesse scelte si ripetono senza cambiamento alcuno nella trama. Potremmo anche accostarlo a un tentativo ansiogeno dovuta a una sequenza temporale, ma senza interazioni di sorta resta fine a sé stessa (o almeno a livello emotivo non si percepisce, ndr). Al netto di questa piccola imperfezione, il librogame edito da Officina Meningi è indirizzato agli amanti del genere horror e che pregustano l’universo creato da Lovecraft, magari da affrontare con la giusta colonna sonora e un ambiente poco illuminato per immergersi nel clima psicologico. Risulta imprescindibile non averlo in collezione.
Basta rimembrare un semplice concetto: non iniziare la lettura senza voler sprofondare nella follia.

Diverse citazioni alle opere di Lovecraft sono contestualizzate nel modo corretto.