Lawyer Up: Sfida tra avvocati

Signori, tenetevi ben stretti alle sedie su cui siete in questo momento. Oggi vi presento il gioco da tavolo per due giocatori che rivoluzionerà per sempre la vostra dimensione di coppia.
Lawyer Up infatti vi darà, per la prima volta in vita vostra, la possibilità di battere vostra moglie in tribunale.
No, il divorzio non è il tema principale ma che diamine! C’è un tribunale e tanto vi basti per credere di riuscirci. Poco importa se vi batteranno anche qui, sognate!
Premetto: recensisco dopo aver preso una sonora sconfitta dalla mia lei quindi, signore, non me ne abbiate se sono col dente avvelenato!
Il gioco è degli autori Samuel Bailey e Mike Gnade per la Rock Manor Games, localizzato in Italia dalla Giochix. Trattasi di un card game in cui i giocatori dovranno andare a influenzare le inclinazioni della giuria grazie all’utilizzo di carte che verranno, a loro volta, giocate all’interno del variabile numero di round di cui è composto il gioco. Dovranno dunque per prima cosa riuscire a portare i testimoni dalla propria parte e infine convincere la maggioranza della giuria della buona fede o meno del proprio lavoro di avvocato.


Come ogni card game che si rispetti le combo saranno imprescindibili. Organizzare al meglio la mano di gioco ma soprattutto, nella prima fase, comporre il proprio mazzo sarà assolutamente fondamentale.
Riuscirà questo gioco dalla particolare ambientazione a farci sentire all’interno di un’aula di tribunale?

Silenzio in aula!

In Lawyer Up saremo due avvocati, rispettivamente accusa e difesa, intenti a batterci fino all’ultima prova per riuscire a portare dalla nostra parte i testimoni chiave e soprattutto a convincere, tramite le loro personali inclinazioni, i giurati presenti in aula.
Dodici per l’esattezza, ognuno con il proprio simbolo, applicato casualmente alla singola carta durante il set up, a rappresentare l’influenza da spostare verso la nostra parte. Delle vere e proprie sfere che andremo a “toccare” per avere il loro favore e dunque condurre a noi la vittoria. Immaginate di rivolgervi a loro mentre argomentate in aula…come in un vero processo le argomentazioni saranno importanti e così anche toccare la suscettibilità dei presenti.
Dall’altra parte del tavolo di gioco avremo invece i testimoni chiave del processo, scelti e posizionati dopo aver deciso che caso risolvere (caso00 o caso01) e che tipo di partita effettuare ovvero breve, intermedia o lunga.
Ovviamente a seconda del tipo di partita scelta avremo un numero variabile di testimoni da interrogare. Il gioco inoltre ci consiglierà di effettuare una partita d’introduzione come prima volta, ovvero breve, con un giudice imparziale e con i 12 giurati dal lato “senza lucchetto“, piccolo effetto che vedremo più avanti.
Per quanto riguarda gli elementi in dotazione ad ognuno dei due contendenti riceveremo:

– 26 carte base
– 3 segnalino obiezione
– 1 segnalino base
– 1 segna punti influenza

Al centro del tavolo invece verranno posizionate 30 carte esame (scelte ad hoc dopo aver deciso il caso d’affrontare) e a turno i giocatori ne pescheranno 3 ognuno scegliendo quale tenere, insabbiare (scartare) e passare all’avversario.
Una fase di draft molto importante ai fini del gioco perché ci darà modo di creare il nostro mazzo ma soprattutto (bella trovata) si avrà possibilità di togliere carte dal gioco e darne alcune meno buone al nostro antagonista. Magari con il valore influenza della nostra fazione.
Questo valore è importate poiché se giocato dalla fazione di appartenenza porta punti influenza, al contrario non porta benefici a nessuno. Dunque si possono togliere punti importanti ad una mano di pesca avversaria e magari donare carte con effetti non propriamente positivi.
Sulle tutte le carte di Lawyer Up (mazzo base, testimoni e carte integrative a seconda del caso scelto), sono presenti dei valori influenza. Questi vengono indicati su fondo rosso se associati all’accusa e su fondo blu se per la difesa mentre su fondo grigi sono identificati quelli neutrali (vengono assegnati a chiunque li giochi). Nello specifico, sulle carte testimone ne avremo denominati valore primario e secondario.
Ogni volta che un avvocato chiamerà a testimoniare al banco uno dei tester dovrà scegliere da che parte orientarlo. Così da avere un’influenza per sé e una per l’avversario.
Molto importante chiarire che l’influenza porta punti solo se giocata dalla fazione appropriata. Avremo dunque due casi ovvero: se l’accusa chiama a testimoniare una carta con primario A3 e secondari A2 orienterà verso di sé il primo valore. Il secondo non porterà punti alla difesa poiché abbinato all’accusa.
Al contrario se l’accusa chiama un testimone chiave della difesa (es. D3 e D1) non guadagnerà i punti influenza ma potrà decidere di lasciare il valore secondario all’avversario.
Questo può aiutare ad accorciare il distacco tra i valori influenza che a fine round decreteranno il vincitore dello stesso.

Questione d’influenza.

In poche parole sarà il valore che ci permetterà di “vincere” il testimone. Ovvero portarlo dalla nostra parte e con questo ricevere gli eventuali effetti vittoria (talvolta sconfitta) presenti su di esso e sull’ultima carta da noi giocata nella pila dell’esame.
Le carte giocate dalla propria mano andranno impilate una sopra all’altra e così facendo andremo a coprire gli effetti vittoria delle stesse. Sarà quindi bravura dell’avvocato capire quando fermarsi con la presentazione delle varie prove o argomentazioni.
Le carte sono divise in argomento, prova e procedura.
Su alcune carte inoltre è riportata una parola chiave che sarà presa in considerazione tramite effetti di gioco.
Ma come è organizzato il flusso di gioco? Abbiamo visto l’iniziale fase di draft finito il quale ogni giocatore nel proprio turno potrà scegliere una delle seguenti azioni:

1 – Giocare una carta sulla pila dell’esame
2 – Predisporre una carta procedura
3 – Giocare una carta procedura precedentemente predisposta
4 – Fare obiezione
5 – Avvicinarsi alla sbarra utilizzando l’apposito segnalino
6 – Passare

Obiezione vostro onore!

Proprio così, lo direte. Così come fieri proferirete la frase “Chiamo a testimoniare“. Ovviamente lo farete dentro di voi, per non fare la figura dei coglioni. Ma tanto lei lo saprà che lo state pensando. Il vostro sorrisetto sotto i baffi vi tradirà.
Tornando alle azioni, il flusso di gioco è semplice e veloce. Le uniche cose da tenere a mente sono i simboli (deve esserci sempre almeno una coincidenza con la carta precedentemente giocata) e si può obiettare (massimo tre volte nell’intero processo) le sole carte argomento giocate dall’avversario (dunque no prove o procedure). Obiettare significa che la carta argomento giocata dall’avversario finirà negli scarti di quest’ultimo e lo stesso avrà modo di compiere un’altra azione. Un modo per evitare di subire l’influenza particolarmente alta di una carta giocata. Il segnalino sbarra invece vi permetterà di pescare una nuova carta dal mazzo (non c’è un limite di carte da tenere in mano) e portare il giudice dalla vostra parte.
Questo infatti sarà rappresentato da una carta fronte-retro su cui è indicato il favore all’accusa o alla difesa. Questa particolare indicazione indicherà quale sarà la fazione a dover chiamare il prossimo testimone sul banco e dunque come questo sarà orientato. Nel gioco cene sono di diversi, fate riferimento al regolamento per conoscere le varie applicazioni degli effetti.
L’azione passare pone fine al vostro turno e vi mette in attesa. A questo punto potrete solo obiettare le carte avversarie. Dopo che i due avvocati avranno passato si passerà alla valutazione del testimone.

Testimone a sorpresa!

I testimoni sono sempre gli stessi all’inizio del caso. C’è però un nutrito numero di carte aggiuntive che verrà posto a fianco della loro postazione in aula. È infatti possibile tramite specifici effetti sostituire il testimone attualmente conteso con uno di quelli nel mazzo. Questo rende le partite più avvincenti soprattutto quando il testimone sostituito portava con sé un bel bagagli di punti influenza.
Perché accenno a questo fattore? Beh, molti hanno ipotizzato una certa ripetitività nelle partite ma le carte e il loro elevato numero sono certo scongiureranno questo tipo di remora. Sicuramente il gioco è quello. Gioco carta, il mio avversario risponde, gioco carta ecc. Però i tanti simboli e le tante varianti di gioco fanno sì che ogni partita abbia la sua tensione. Ci sono diversi giudici, carte giurato fronte retro insomma, c’è da rigiocare parecchio.

La giuria ha deciso!

Dopo aver vinto il testimone del round l’avvocato vincitore dovrà togliere dal proprio punteggio influenza quello del suo avversario. Il risultato saranno i punti con cui i giocatori andranno a combattere lo scetticismo dei vari giurati. Questo è un valore che va da 1 a 6 e si trova raffigurato sulle due file di 6 giurati l’una piazzati ad inizio partita. In soldoni se la difesa vince il testimone con 15 punti influenza e l’accusa lo perde con 9, la difesa avrà 6 punti da spendere per portare le varie inclinazioni dei giurati dalla propria parte.
Sulle carte giurato sono infatti rappresentanti 4 cerchi: 2 difesa e 2 accusa. Il segnalino riferito alla singola inclinazione si sposterà da destra a sinistra per tutta la partita con l’obiettivo di farne arrivare almeno il 50% +1 dalla propria parte per vincere la partita. Sarà importante dunque avere molti punti da spendere per combattere lo scetticismo dei giudici con il valore più alto e vi accorgerete che anche vincere con pochi punti di scarto potrà essere un’arma a doppio taglio visto che magari il giudice con valore 1 era già pendente dalla vostra parte e non avrete molti punti per influenzarne altri.

Arringa finale.

Insomma, Lawyer Up a parer mio riesce nell’intento di ricreare quel tipo di tensione alla Twilight Struggle (boooooooooooni puristi! Prendetela col beneficio del dubbio, fate la radice quadra e dividete per 2) in cui i due avversari combattono a colpi di carte ed effetti. Le carte procedura poi assomigliano un po’ a livello “d’intenzione” alla carta Cina. A tavola l’amarezza di aver giocato una carta sbagliata al momento sbagliato si sente. Molto belle le possibilità di pescare tra i propri scarti e tra le carte insabbiate dando al gioco quel tocco di “sporco” che nelle nostre menti italiche rappresenta la corruzione. Il tema non sembra appiccicato tanto per, credo sia azzeccato e vada ben oltre il dover solo impilare simboli uguali. In un round bisogna amministrare bene l’ordine in cui si calano, rispondere ad eventuali effetti di carte avversarie. Non solo, bisognerà avvicinarsi alla sbarra quando vorremo prendere il favore del giudice o avere possibilità di pescare una nuova carta. Magari anche per giocare una procedura programmata preventivamente. Il gioco offre molte possibilità e dona scenari mentali variegati che stimoleranno la mente dei giocatori e che sicuramente saranno apprezzate anche dai neofiti. Sono presenti inoltre delle piccole regole aggiuntive come le carte giuria voltate dal lato lucchetto che renderà più difficile lo spostamento delle inclinazioni verso la propria fazione. Lawyer Up non necessità di particolare conoscenza nelle meccaniche. Volendo dare qualche similitudine la fase iniziale di draft ricorda un pochino quella di Seasons ma per il resto il gioco è semplice e intuitivo. I materiali sono buoni, le carte sono spesse e danno l’idea di resistenza. Il resto sono tutti piccoli segnalini in legno che fanno sicuramente una bella figura al tavolo. Una volta apparecchiato avrete l’impressione di essere in un tribunale. Guarderete la vostra compagna e… e niente. Perderete male. Preparate gli alimenti eh?

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