Recensione – Battlestar Galactica Starship Battle

SPECIFICHE

N° Giocatori: 2-4
Durata Partita: 30 – 60 minuti
Età: 12+
Prezzo: 60 €
Autori: Andrea Angiolino, Andrea Mainini
Editore: Ares Games

INTRODUZIONE

Battlestar Galactica Starship Battles è il wargame ispirato al media franchise omonimo che ebbe origine nel 1978 dalla creatività di Glen A. Larson, famoso per serie televisive come Supercar (Knight Rider), Manimal e Automan, Buck Rogers e Magnum, P.I.. L’edizione italiana è a cura di Ares Games e distribuito da Tesla Games

La serie ebbe un seguito poco felice nel 1980 e successivamente romanzi, giochi e fumetti. Nel 2004 il canale SyFy propose prima una miniserie e successivamente una serie che terminerà nel 2010; seguita poi da un prequel, Caprica, di poca fortuna.

Il plot narrativo è lo stesso per tutte le serie. La razza umana abita dodici colonie, dopo aver abbandonato il pianeta di origine Kobol. Attenzione la storia avviene prima che l’Homo Sapiens sulla Terra prenda la sua avventurosa evoluzione. Gli umani delle dodici colonie creano i Cyloni, una specie di robot per i lavori pesanti e fondamentalmente da schiavi. Segue una rivolta dei Cyloni e una guerra che non vede un vincitore. In questa prima guerra dei Cyloni gli umani creano le battlestar, navi da guerra molto potenti e con un grande capacita di fuoco, grazie ai loro caccia da battaglia, i viper.

Nel remake, i cyloni scompaiono nello spazio e ritornano dopo anni per distruggere la razza umana. Dopo un primo momento vittorioso, dove le dodici colonie vengono distrutte, gli umani si riuniscono intorno all’ultima battlestar e intraprendono un viaggio per raggiungere la tredicesima colonia… la Terra.

Non vado oltre, visto che questo viaggio sarà ricco di misteri, colpi di scena e rappresenta in qualche modo un viaggio iniziatico verso la conoscenza. Ma sicuramente il remake ha saputo rinnovare il brand e creare una ricca ragnatela di trame e misteri che nel finire degli anni settanta non era nello stile narrativo delle serie televisive.

Battlestar Galactica è sempre stata caratterizzata da un taglio militare, dove scontri tra caccia da combattimento spaziale avevano un ruolo fondamentale. Non solo, spesso le scene erano caratterizzate da manovre molto veloci, acrobatiche e in spazi spesso minimi o in situazioni ad alto rischio.

Da questa remake è nato un bel gioco da tavolo, edito in Italia anni fa dalla Editrice Giochi, e dal 2019 Battlestar Galactica Starship Battles edito dalla Ares Games e distribuito in Italia dalla Tesla Games.

IL GIOCO

Il board game è stato creato da due autori italiani Andrea Angiolino e Andrea Mainini. Angiolino è un autore famoso, già creatore di giochi come Wings of War, un gioco per molti versi simile a quello di Battlestar Galactica. Un autore sempre molto attento a studiare regole originali, coerenti con l’ambientazione del gioco ed emozionanti.
Anche in questo caso non ha mancato di deludere gli amanti del genere.

Battlestar Galactica Starship Battles potrebbe sembrare simile a X-Wings, ma in realtà è un “film diverso”, proprio come Star Wars e Battlestar Galactica.

La scatola ha tutti gli accessori per giocare senza necessità di ulteriori espansioni, anche se la Ares sta producendo altri kit con piloti e caccia da combattimento che introducono varianti nuove o consentono di riprodurre scene della serie televisiva.

È un gioco per due o più giocatori che controllano i caccia da combattimento delle due fazioni, umani e cyloni che si scontrano nello spazio. La scatola contiene due modelli per ogni fazione, Viper per gli umani e Raider per i cyloni, a questi si aggiungono tutti gli accessori necessari per giocare. Il gioco potrebbe richiamare altri simili come X-Wing, ma è un prodotto completamente diverso perché gli autori hanno creato regole per riprodurre le emozionanti battaglie tra i caccia.

All’interno troviamo due Viper, i caccia degli umani, e due Raider, quelli dei Cyloni. Ottima qualità di stampa e colorazione. A seguire gli altri accessori:

  • Rulebook
  • 1 Scenario Booklet
  • 4 Spaceships with Gaming Bases
  • 4 Control Panels
  • Maneuver decks
  • Pilot Cards
  • Spaceship Cards
  • Special Cards
  • Rulers
  • 2 Dice
  • Counters, Tokens and Markers
  • Asteroid Fields and Planetoids Templates

Il regolamento è strutturato in modo classico: regole base e avanzate. Si consiglia una prima partita con le regole base per acquisire linguaggio e logiche, per poi passare alle avanzate e giocare con tutto il regolamento completo. Non complica e non allunga più di tanto il gioco, ma lo rende veramente emozionante e divertente.

La partita è divisa in turni:

  1. Pianificare il movimento
  2. Muovere le spaceship
  3. Fare fuoco

Il movimento viene pianificato usando delle carte di forma esagonale (la forma esagonale è tipica della serie televisiva). Sulla carte sono presenti anche altri valori, oltre il tipo di movimento che può eseguire la spaceship, come l’energia cinetica, accelerazione, manovre difficili. Il giocatore pianifica il movimento di ogni nave usando queste carte e una plancia dove indica altri parametri come la rotazione della spaceship (il control panel). La combinazione di questi elementi consente di ottenere quei movimenti acrobatici tipici della serie televisiva, ma anche di evitare super caccia capaci di fare qualsiasi azione a scapito di un credibilità del combattimento.

Questa fase è sicuramente la più ricca del gioco. Ogni giocatore deve pianificare con attenzione come muovere, cercando di prevedere le mosse dell’avversario. Si tratta di un approccio scacchistico che esalta il pensiero tattico. Bisogna pero studiare con attenzione le regole per comprendere con precisione come attivare le varie possibilità.

Un overboost può essere una interessante soluzione per allontanarsi e ripensare il prossimo attacco oppure avvicinarsi il prima possibile per affrontare il nemico. Situazioni che spesso abbiamo visto proprio nella serie televisiva.

Nelle regole opzionali è previsto che ogni caccia sia mosso e spari e poi si passi al caccia successivo. Le varie fasi del turno quindi diventano cinque.

Una regola molto interessante è quella del movimento illegale. Il gioco si basa sulla fiducia reciproca e sul fatto che vengono fatte scelte lecite, nel caso accada anche per sbaglio esiste una procedura di penalizzazione: movimento obbligatorio e danni allo scafo.

La fase di fuoco prevede, dopo le solite condizioni come linea di vista determinazione della distanza e quindi della difficoltà di fuoco, di determinare i danni attraverso dei counter che oltre al valore del danno, possono aggiungere nelle regole avanzate dei danni speciali in modo da arricchire il combattimento, come per esempio il danneggiamento del motore, il ferimento del pilota o mal funzionamenti al sistema di controllo che di conseguenza riduce la capacita di compiere azioni spettacolari.

Per finire non rimane da segnalare un ulteriore livello delle regole, quelle Opzionali, come il puntamento, la gestione del carburante oppure l’affascinantissimo “tailing”, cioè mettersi in coda dell’avversario e anticipare le sue manovre. Altre regole opzionali riguardano invece la gestione degli scenari, come gli asteroidi e soprattutto la carta pilota con la quale è possibile giocare i personaggi della serie televisiva.

CONSIDERAZIONI

Battlestar Galactica Starship Battles è sicuramente un gioco molto avvincente e interessante. L’ambientazione è originale e una boccata fresca rispetto ai super presenti Star Wars e Star Trek. Si tratta sicuramente di un’ambientazione solo spaziale, dove fanno da padroni piloti e caccia da combattimento, manovre e azioni agili e veloci, ma non per questo meno stimolante. Il regolamento richiede una lettura molto attenta e non è adatto al giocatore poco rigoroso nel rispetto delle procedure e delle varie fasi del gioco. La fase di movimento, come abbiamo visto la parte più stimolante, richiede una serie di accorgimenti sul control panel per esempio che consente di avere un gioco ben vissuto.
Non è un gioco da una sola partita; per potersi divertire e apprezzarne il valore, si dovrà almeno giocare un paio di partite. Ma acquisite le competenze non si potrà che apprezzare la ricchezza del regolamento.

Il materiale è molto buono, anche se il control panel è poco pratico e richiede una certa pazienza nell’usarlo. Nella scatola base sono presenti tutti gli accessori per organizzare le partite.

E dopo la scatola base, le espansioni con nuovi apparecchi e piloti consentirà di variare le partite o aumentare il numero di giocatori per ricostruire le epiche battaglie per la salvezza della flotta guidata dal Comandante Adamo e dal presidente Roslin.

TRE DOMANDE AGLI AUTORI

Anche per questa recensione abbiamo deciso di porre tre semplici domande agli autori (Andrea Angiolino e Andrea Mainini) che sono stati gentilissimi a risponderci.

1. Che difficoltà avete incontrato nel trovare regole idonee per ricostruire le battaglie tra viper e raider?

Abbiamo dovuto darci molto da fare per cogliere i molteplici obbiettivi che ci eravamo posti. Innanzi tutto volevamo essere coerenti con la filosofia alla base dello sviluppo di Wings of Glory e Sails of Glory, così da non disorientare i giocatori già appassionati di questi giochi, ma al tempo stesso fornire un’esperienza di gioco distintiva rispetto ai due precedenti titoli. Non volevamo solo dare una patina fantascientifica alle regole già esistenti per i duelli aerei; sarebbe stato facile ma poco stimolante, e anche meno soddisfacente per il nostro pubblico. Quindi  siamo ripartiti da capo, elaborando meccaniche di gioco in grado di ricreare nel modo più realistico possibile i peculiari combattimenti osservabili nella serie televisiva. Pur riproponendo le piroette dei Viper e il movimento inerziale nel vuoto, abbiamo però voluto semplificare la complessità delle dinamiche di movimento tipiche dello spazio in modo che fossero facilmente gestibili anche da bambini o da giocatori occasionali, almeno a livello di regole base. Come già fatto nei giochi precedenti, abbiamo cercato di non rinunciare ai dettagli e alle differenze fra un apparecchio e l’altro ma di renderle estremamente facili da gestire rendendole tramite i materiali di gioco (ad esempio la gamma e la forma delle frecce di manovra disponibili per ciascun apparecchio) e non attraverso regole particolari, punteggi da “spendere” ogni turno, tabelle o altro ancora, come si faceva nelle simulazioni dei decenni passati che potevano richiedere parecchio lavoro ai giocatori durante la partita. E’ la filosofia che chiamiamo  “complessità nascosta”. Per gli esperti che desiderano ulteriori dettagli ci sono poi regole opzionali e avanzate. Ma ovviamente la sfida maggiore è stata rendere tutto questo coinvolgente e divertente!

2. Arriveranno anche le battlestar nel gioco?

Ci auguriamo di sì! Noi intanto ci stiamo preparando e abbiamo già fatto diverse partite con i nostri prototipi. Non è facile, nel rispetto della filosofia di cui abbiamo appena parlato. Avevamo già inserito pezzi quasi altrettanto grandi nei giochi precedenti, come i massicci bombardieri Zeppelin in Wings of Glory che nel 1917 attraversavano la Manica per attaccare Londra. Ma astronavi come il Galactica e le Basestar cylone sono assai più complesse da simulare, mentre noi vorremmo che il gioco rimanga agile da gestire. Del resto, le navi giganti sono un’esigenza piuttosto sentita: alcuni giocatori le hanno già inserite nelle loro partite, arrangiandosi con modellini di fortuna. Cercheremo di fare in modo che tutti possano avere dei pezzi ufficiali per il nostro gioco!

3. Pilota preferito?

Andrea Angiolino: Starbuck

Andrea Mainini: Apollo

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