Fuocaria’s Stories: 16 – Forest Shuffle Dartmoor
Prologo – Introduzione
Forest Shuffle: Dartmoor è un gioco di carte che immerge in un’atmosfera ricca di torbiere, lande, ruscelli, pecore, conigli, topi, libellule, felci e tutto ciò che potete immaginare di trovare nell’omonima regione collinosa a sud-ovest dell’Inghilterra. Le meccaniche, dal cuore gestionale ampiamente simile a Forest Shuffle (ambientato nelle foreste del Centro-Nord Europa), cambiano quel pizzico giusto da suscitare in questo stand-alone emozioni diverse al tavolo, ove il titolo fa sedere da 2 a 5 giocatori, per circa 60 minuti, grazie ad Asmodee Italia, la mente del game designer Kosch, e le mani degli illustratori Toni Llobet e Judit Piella, dal 2025.

Esposizione – Materiali e grafica
Aprendo la scatola (stesso formato e dimensione del gioco base, e quindi con un ottimo effetto visivo in libreria ed anche in questo caso non incellophanata ma chiusa da due stickers in materiale riciclato ai lati, scelta coerente e apprezzabile con il tema naturalistico), ciò che attira subito la tua attenzione sono le 180 carte telate (lo stesso numero del gioco base), raffiguranti vecchi e nuovi alberi (menzione per la Betulla, simbolica carta base del primo titolo, presente anche in questa scatola), arbusti, felci, animali, insetti e rettili. La configurazione delle carte rimane simile al gioco base, con alcune carte a figura unica ed altre divise in senso orizzontale oppure in senso verticale. Sono carte robuste, ma siccome vanno molto maneggiate e mescolate, noi personalmente troviamo opportuno l’utilizzo di foderine (56x87mm) per proteggerle.
Novità assoluta sono le nuove carte Terreno, orizzontali, le quali oltre ad avere particolari bonus che permettono azioni extra o tanti punti a fine partita, al contrario di alberi e arbusti permettono unicamente l’alloggio di due sole carte (una sopra ed una sotto). Mentre anche in questo caso troviamo le carte Inverno (ora orizzontali!) e le carte Caverna, queste ultime però con un effetto peculiare ognuna, in grado di rendere leggermente asimmetrica la partita.
Troviamo inoltre la plancia Radura, bella spessa e robusta, con due illustrazioni diverse a seconda del lato (senza alcuna finalità in termini di gameplay), ed infine il regolamento e il blocchetto segnapunti.
Le illustrazioni sono in continuità con la linea Forest Shuffle: dettagliate, naturalistiche e molto suggestive, con toni verdi, bruni, rosati e grigio-azzurri, in grado di restituire la sensazione di un paesaggio umido e selvatico.
Materiali e grafica: disegni e carte curati e dettagliati; le carte sono però di fatto l’unica componente del gioco. Piccola nota di demerito inoltre alla scatola provvista di organizer interno che bisogna pensare di eliminare se si mettono le carte nelle bustine, per motivi di spazio. Voto: 8/10

Azione crescente – Setup
Il setup è snello: togli carte in base al numero di giocatori che si sfidano per la creazione del miglior habitat, mischi il mazzo rimanente, lo dividi in 3 parti, poi nel mazzetto che andrai a collocare più in fondo nel mazzo finale aggiungi 2 carte Inverno, nel secondo invece apponi l’altra carta Inverno rimanente e nell’ultimo nessuna. Distribuisci poi 6 carte ad ogni giocatore.
Al centro del tavolo poni la plancia Radura e un numero di carte Caverna pari al numero di giocatori: ogni giocatore sceglie una carta Caverna con un potere/modo per fare punti diverso tramite draft, a partire dall’ultimo di turno fino al primo (ovviamente il primo giocatore sarà colui che per ultimo è entrato in una brughiera).
Eseguite dunque eventuali effetti delle carte Caverna immediati e tu ed i tuoi avversari siete pronti a combattere all’ultimo shuffle!
Setup: veloce, ma strutturato, necessita di un minimo di attenzione, e tendenzialmente ci sarà un po’ di tempo morto mentre si sceglie la propria carta Caverna, seppur non eccessivo. Voto: 10/10

Climax – Gameplay
Passeggi in un paesaggio dai tenui colori pastello, con il fruscio delle ali delle libellule nello stagno vicino a te che, come una leggera cantilena, ti rilassa, ed entri in armonia con il suono del ruscello poco più avanti. Puoi sentire inoltre in lontananza belati a varie frequenze, un gregge di pecore deve pascolare lì vicino! Affondi dunque nel fango passo dopo passo, cercando un’emozione visiva sempre nuova, uno scorcio diverso, una pianta ancora sconosciuta… Perdi quasi la cognizione del tempo da quanto sei concentrato, fino a che non ti accasci, stanco ma soddisfatto, all’ombra di un melo ed ti perdi a guardare tutto ciò che hai osservato addentrandoti nella brughiera, che ora si dispiega davanti a te…
La struttura del tuo turno ricalca quella del gioco base, ovvero hai a disposizione due possibilità tra cui scegliere:
- pescare 2 carte (dalla cima del mazzo, coperte, o dalla Radura, scoperte), tenendo conto del limite di carte in mano alla fine del turno (10)
- giocare una carta dalla tua mano nel paesaggio-brughiera che stai componendo davanti a te con l’obiettivo di generare un habitat proliferante di creature viventi di ogni sorta… Ma anche di punti vittoria! Per giocare una carta tipicamente ne dovrai scartare altre, pagandone dunque il costo. Se il costo da pagare reca un colore e si scartano carte per pagarlo unicamente di quel colore si attiverà anche il relativo bonus. Inoltre se giocando una carta rispetti la condizioni di attivazione dell’effetto di un’altra carta con effetto permanente giocata in precedenza, ovviamente attivi quest’ultima.
Parliamo dunque di quello che è, di fatto, il cuore nonché pressoché l’unica componente del gioco come citato prima: le carte. La novità sono le carte Terreno, che vengono notate subito come “diverse” nel flusso di gioco: esse promettono golosi punti a fine partita o effetti molto utili, e di fatto ti invitano da subito a pensare non solo a “cosa” giocare, ma anche “dove”, ovvero su quali altre carte, creando un paesaggio che a sua volta condiziona le successive scelte di posizionamento. Di fatto, la loro novità meccanica risiede nel fatto che fungono da base per ospitare specie sopra e sotto di esse e limitano o incentivano la presenza di certe creature: alcune evitano le aree paludose, altre prosperano vicino all’acqua, altre ancora si attivano solo se collegate a particolari pattern di altre piante e animali.
Il risultato è un puzzle ancora più stretto e rigoroso rispetto a Forest Shuffle, in cui incastrare costi, sinergie di icone e vincoli di habitat, cercando combo potenti senza bloccare futuri sviluppi. Attenzione perché la varietà di tipologie di animali non è vastissima e questa introduzione di linee strategiche numericamente meno variegate ma necessitanti sapienti scelte fra le tattiche disponibili nel corso della partita per una giusta ottimizzazione, da una parte bilancia il titolo, dall’altra lo rende appunto più stretto e persino un pizzico punitivo.
In molti lo considerano un set più bilanciato e “rifinito” rispetto al Forest Shuffle base con tutte le espansioni, con più vie percorribili verso la vittoria e meno combo eccessivamente dominanti, pur mantenendo quel gusto condito con “motori di ecosistemi” che ha reso celebre la serie.
Gameplay: più profondo, tattico e con maggior componente di pianificazione rispetto al titolo base, pur restando fedele come intuitività ed accessibilità al sistema originale. E’ facile rendersi conto di come gli autori abbiano voluto ascoltare le critiche mosse a quest’ultimo, con il fine di perfezionare un gioco già di per sé solido e dargli un sapore diverso, seppur non distantissimo, che permettesse ai fans del gioco base di tenere entrambi in libreria ed intavolare uno piuttosto che l’altro a seconda non solo dei gusti di chi siede al tavolo in un determinato momento ma anche del propio stato d’animo e di che cosa si predilige fare in una determinata serata. Si percepisce anche al tempo stesso, che probabilmente questo sarà il primo di una serie che, come Everdell, potrebbe vedere tanti altri veri titoli ed ambientazioni con sfaccettature molto diverse in cui ogni tipologia di giocatore andrà alla ricerca della propria preferita (ed infatti a pochi mesi dall’uscita di questo titolo è già stato annunciato un ulteriore stand alone, Forest Shuffle: Smoky Mountains). Appena lo abbiamo giocato abbiamo immediatamente commentato come avrebbero potuto già renderlo più solido aggiungendo più carte o la variante solitario, ma probabilmente per motivi di marketing o comunque per garantire a tutti la personalizzazione dell’esperienza di gioco, questo si intuisce sarà riservato a successive espansioni (una, Exmoor, peraltro anch’essa già annunciata). Questa tendenza ad ampliare tanto il mondo di gioco potrebbe portare il titolo a somigliare un po’ troppo ad un gioco di carte collezionabili, oppure garantire a tutti un’esperienza di gioco tarata sui propri gusti, ed effettivamente per ora va detto che ciò che volevano ottenere (bilanciamento delle strategie a disposizione e gameplay più deterministico e centrato sull’ottimizzazione) l’hanno ottenuto, e anche piuttosto bene! Voto: 9/10.

Azione decrescente – Longevità
Dartmoor mantiene la grande variabilità del suo predecessore grazie all’enorme numero di carte diverse e alle combinazioni possibili tra le strategie principali che, pur emergendo già dalle prime partite, tendono a dover essere intraprese in modo differente a seconda di quali carte si pescano, quali carte sono state rimosse segretamente dal gioco e alle scelte degli altri giocatori, garantendo partite quindi sempre diverse anche avendo già la propria linea strategica preferita.
Longevità: molto alta per chi ama esplorare percorsi di gioco diversi, magari anche sperimentando adattamenti differenti della stessa strategia (ad esempio giocare le pecore con i pony una partita e l’altra invece giocarle con i topi) a ricercare l’ottimizzazione migliore pur adattandosi alla partita in corso. In generale, la struttura stessa del gioco regge bene molte partite, pur proponendo meno strategie rispetto al predecessore. Potrebbe sicuramente beneficiare/essere adatto ad espansioni in futuro. Voto: 8/10

Risoluzione – Scalabilità e Accessibilità
Pensato per 2-5 giocatori, sicuramente funziona in tutte le configurazioni, essendo un gioco di carte e combo, dove il numero di partecipanti incide soprattutto sulla velocità con cui ruotano le carte nella Radura e sulle opportunità rubate all’ultimo momento, sia a scopo di counterpick sia per dare maggiore efficienza del proprio habitat.
In due giocatori l’esperienza risulta più controllabile, con tanto calcolo in base alle azioni dell’avversario, mentre incrementando il numero di giocatori, si crea un flusso vivace, che aumenta la casualità riducendo un po’ la frustrazione della tensione a 2, ma non rimuovendo di certo continue sorprese e cambi tattici che lasciano al titolo un bel gusto frizzantino. Ovviamente ne deriva però un contestuale aumento del tempo di gioco: più teste, più scelte, più tempo impiegato a pensare.
L’accessibilità del regolamento è molto piacevole: chiaro, illustrato con buoni esempi, comprensibile anche da ragazzini dai 10 anni come indicato dalla scatola, seppur con un po’ di aiuto da parte di una adulto.
Scalabilità: e accessibilità solida, con un picco molto piacevole a 3-4 giocatori, dove si bilanciano controllo e interazione caotica, con più controllo in 2 giocatori per chi preferisce sfide meno aleatorie e un aumento graduale dei tempi di gioco all’aumentare del numero di giocatori. Regolamento perfettamente scritto e comprensibile. Voto: 7/10

Scioglimento – A chi lo consiglio, e a chi lo sconsiglio
Se hai apprezzato Forest Shuffle e tutte le sue espansioni e sei alla ricerca di un qualcosa di simile ma dal gusto più bilanciato da alternare al titolo base, se ami i giochi di carte, ti piace costruire motori di punteggi e ottimizzare sinergie tematiche, vuoi lanciarti in partite sfidanti e necessitanti tanta concentrazione pur senza ricadere in durate eccessive, se cerchi un buon peso medio, se apprezzi titoli dalla durata contenuta, se ti servono sfide che accolgono fino a 5 giocatori, se ami il tema naturale, la creazione di habitat e vedere pian piano formarsi davanti a te l’ambiente che stai costruendo, se non apprezzi regolamenti pesanti ma vuoi un titolo intavolabile per ore e con poche regole e iconografia contenuta, anche adatto a neofiti un po’ coraggiosi: te lo consiglio.
Se non ti piacciono i giochi di sole carte, se cerchi un peso medio-pesante con tante componenti e meccaniche variegate, se già possiedi Forest Shuffle ed espansioni e vorresti qualcosa di radicalmente diverso, se non apprezzi i giochi densi di combo, oppure se vuoi un titolo leggero per più di 5 giocatori o che sia veloce e snello e duri meno di un’ora, se non mandi giù l’alea e prediligi eurogame deterministici, se non ti diletta rigiocare tante volte un gioco per impararne bene la composizione del mazzo e studiare più strategie o ancora se sei stufo dell’ennesimo gioco a tema natura: te lo sconsiglio.

Temi – Ambientazione ed immersività
Il fatto di entrare in un paesaggio specifico e riconoscibile è al tempo stesso fortemente tematico e immersivo: la brughiera di Dartmoor, con le sue torbiere, ruscelli, pony e pecore al pascolo e una moltitudine di piccoli animali, insetti e uccelli che abitano aria, sottobosco e corsi d’acqua ha un impatto naturalistico oltremodo ben riuscito.
Il tema non è solo estetico, e questo garantisce una buona immersione all’interno di esso: le carte e i loro effetti sono chiaramente legati al tipo di habitat e di creature (alcune specie di uccelli nidificano solo su certi alberi, certe creature richiedono acqua, altre ancora amano stare in gruppo…), e questa coerenza rende ogni decisione di piazzamento un piccolo atto di “ecologia ludica”.
Tema: il tema naturale (il mio preferito, fra l’altro), per quanto estremamente abusato in una moltitudine infinita di giochi, in questo titolo è molto ben caratterizzato e specifico, distanziando nettamente il predecessore in tal senso. Tuttavia, può emergere la preferenza ad avere un clima ed un ambiente più vasto, come nel primo titolo. Voto: 8/10.
Immersività: buona, soprattutto per chi si lascia coinvolgere dal paesaggio che prende forma sul tavolo, e adora bearsi gli occhi con le splendide illustrazioni del gioco tra un turno e l’altro. Voto: 9/10.

Epilogo – Conclusioni Finali
Forest Shuffle: Dartmoor permette di tornare a mescolare piante ed animali creando ecosistemi, spostandosi in un territorio nuovo, uggioso, fangoso e umido, dove le scelte di esseri viventi e di habitat hanno un peso maggiore, garantendo quindi strettezza al titolo mantenendolo sempre però accessibile. È una ricetta indipendente che raffina e varia quella originale, di fatto modellata in base alle tante critiche mosse al predecessore (Cervi/Lupi probabilmente ti dirà qualcosa), offrendo partite con decisioni che pesano sul risultato e tanti piccoli incastri tattici che elevano la soddisfazione quando riusciti ma inseriscono alle volte la frustrazione del non trovare una via lineare per la vittoria qualora non arrivino le carte giuste, obbligando a ripieghi tattici molto in fretta. Il tutto rimane condito dalla fluidità dei turni, semplici e ripetitivi, che permettono di concentrarsi sul lungo termine con più attenzione.
Alla domanda Forest Shuffle o Forest Shuffle: Dartmoor rispondo: dipende da che giocatore sei. Se soffri la prepotenza di certe strategie del primo e cerchi ottimizzazione e strettezza, optata per il secondo. Se vuoi spaziare ampiamente, facendo di volta in volta strategie sempre diverse con più leggerezza e varietà (con attenzione però a non lasciare all’avversario troppo spazio di manovra su certe tattiche un po’ sbilanciate): resta sul primo.
Voto totale del Fuoco: 59/70

Quarta di copertina – Il commento dell’Aria
Forest Shuffle Dartmoor amplia l’esperienza del gioco base e ne diventa una possibile sua alternativa autonoma, introducendo nuove carte e combinazioni che cambiano le possibilità di punteggio. L’ambientazione rimane coerente e suggestiva, con illustrazioni curate che mantengono alta l’immersività. Le nuove combo possibili offrono forse meno varietà ma stimolano sinergie da ottimizzazione, rendendo le partite più tese. Tuttavia, l’introduzione delle carte Terreno, incanalando la partita su di una strategia, potrebbe essere percepita come pesante sul flusso di gioco, per tendenza ad over analisi delle mosse a disposizione, e questo vale soprattutto per chi vede un punto di forza nella snellezza del titolo originale.
Voto dell’Aria: 23/30
Totale della valutazione di Fuocaria: 82/100





